Tematica

Gela profonda

A Gela i lavoratori esposti all’amianto non hanno diritto alla pensione

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«Gela si trova in Italia?» È la domanda, solo in apparenza paradossale, che da tempo pongono gli operai dell’ex raffineria siciliana di proprietà dell’Eni. All’interno dei 700 ettari dello stabilimento petrolchimico voluto da Enrico Mattei in persona, per anni hanno lavorato a stretto contatto con coibentazioni in amianto, serbatoi e superfici in eternit, la miscela di amianto e cemento che ancora esiste in parecchie abitazioni. Spesso hanno contratto asbestosi, carcinomi e mesoteliomi della pleura. Eppure lo Stato riconosce loro l’esposizione all’amianto e ai suoi derivati solo fino al 1992, anno della sua messa al bando. Nel resto d’Italia l’ordinamento riconosce…

A Gela, una strada per Hytten e Marchioni

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Nel 1968 l’Eni commissiona ai sociologi Eyvind Hytten e Marco Marchioni uno studio con l’obiettivo di evidenziare lo sviluppo di Gela e della Sicilia per mano dell’allora Ente nazionale idrocarburi. Il risultato fu “Gela, una storia meridionale”, un libro-manifesto, che il committente censurò perché raccontava il mancato sviluppo e il sottosviluppo e non lo sviluppo patinato. Per queste ragioni Hytten e Marchioni meriterebbero l’intitolazione di una strada, come punto di partenza di un percorso verso la Storia. La grande Storia è zeppa di piccole storie che rimangono ai margini. Storie che rimangono patrimonio di pochi, e che invece dovrebbero diventare…

Quello che Eni (non) dice agli azionisti sulla Sicilia

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Avrebbe potuto tenere l’assemblea dal vivo, mantenendo le misure di sicurezza. Avrebbe potuto trasmettere l’assemblea in streaming, come fanno da mesi associazioni e comitati. Invece Eni ha scelto di svolgere l’assemblea degli azionisti, tenutasi lo scorso 13 maggio, a porte chiuse. Col decreto Cura Italia il governo nazionale aveva dato possibilità alle aziende partecipate di scegliere la più opportuna forma di riunione. L’Eni, non l’unico in realtà, ha scelto invece di soffocare il dibattito ai tempi del Covid-19. A distanza di qualche giorno gli ultimi documenti ufficiali di Eni sono le domande (e le relative controrisposte) che gli azionisti hanno…

Gela e il verde già sbiadito della raffineria green

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L’evoluzione dell’economia energetica che coinvolgerebbe il presente e il futuro di Gela, con il progetto della raffineria verde, non va confusa con i danni, irreversibili, subiti da territorio e comunità dal punto di vista ambientale, sociale e della salute. Tutto quello che non va nella riconversione di Eni in Sicilia. «Eni più biodiversità è meglio di Eni». Emilio Giudice sceglie l’ironia per spiegare l’impatto dell’azienda di Stato sui territori. Nel rovesciamento del martellante slogan pubblicitario del Cane a sei zampe c’è la chiave – secondo il direttore della Riserva naturale del Biviere – per comprendere quello che non va nel…

A Gela non vissero tutti felici e contenti

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Le ciminiere del petrolchimico non fumano più come un tempo, anzi non fumano più e basta. Nelle aule di tribunale la “madre” di tutti i procedimenti sta cercando di non farsi maltrattare, per l’ennesima volta, da una “matrigna” che la città se l’è presa, punto e basta. In municipio, invece, rimane l’eterno dilemma, chi comanda? Il voto degli elettori oppure sempre Eni? Il racconto su Gela profonda, di chi vive Gela, ogni giorno. Se fosse una favola comincerebbe con l’immancabile C’era una volta e – nel mezzo della favola – come da racconto sognante che si rispetti, troveremmo un mostro,…

Gela e il non luogo a procedere

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In attesa delle motivazioni che verranno rese note dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Gela, con un “non luogo a procedere” sono cadute le accuse mosse nei confronti di tredici imputati, tutti ex manager del gruppo Eni, tecnici e responsabili dell’allora impianto cloro-soda della fabbrica di contrada Piana del Signore. E gli altri procedimenti aperti? Attivato nel 1971, e poi dismesso nel 1994, il reparto cloro-soda di Gela – battezzato ”impianto killer” – ha mietuto vittime su vittime tra gli ex lavoratori. Tutti gli imputati erano accusati dell’omicidio colposo dell’operaio Salvatore Mili, morto dopo venticinque anni di servizio in…

Gela profonda. Il miraggio industriale

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La nascita del polo petrolchimico nella Piana di Gela, una delle aree più depresse del Paese, da speranza economica è divenuta illusione. È divenuta una Gela profonda tra impatti sanitari, ambientali ed inchieste giudiziarie. L’ultima, a marzo di quest’anno, ha visto 22 richieste di rinvio a giudizio per direttori e tecnici di Enimed e Raffineria di Gela. L’accusa è disastro colposo innominato. Quando agli inizi degli anni Sessanta Enrico Mattei – vicepresidente di Agip prima, fondatore e presidente di Eni poi – pose le basi per la nascita del polo petrolchimico di Gela, fin da subito sembrò di essere di…

Gela profonda. L’ombra delle malformazioni

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Cosa si prova ad essere bambini e a non poter correre? Cosa si prova a svegliarsi ogni mattina col fiato più corto, come se i respiri affannosi cercassero invano di riconquistare l’aria scappata via dai polmoni? Cosa si prova ad essere un caso medico raro? Magari una delle cinque o sei possibilità ogni 10 mila nati. Magari anche meno. Sono vite rubate, quelle che vivono a Gela. Bambini, adolescenti, lavoratori. Tutti a Gela hanno versato un pesante tributo sull’altare del progresso. Tutti hanno sacrificato qualcosa. Tutti hanno sofferto. C’è un angolo del cimitero di Gela, una Gela profonda, nascosto allo…

Una storia lunga un cloro-soda

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L’obiettivo, da buon gelese, era quello di poter lavorare nella Raffineria di Gela. Stipendio e continuità lavorativa mi avrebbero permesso di sistemarmi. La ‘chiamata’ non arrivò mai per tutta la durata della mia prima vita. “Siamo tutti lì, di fianco al mio papone. Sono gli ultimi respiri affannosi e noi tutti vogliamo essergli vicini quando il cuore smetterà di battere.” Le dita sono diventate nere, il respiro è faticoso e angosciante. Alle parole di mia sorella “papà ti vogliamo bene”, le facevamo eco noi. Poi mia madre tra le lacrime, ma con una voce forte, rassicura la sua metà: “Franco…

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