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Terre di migranti

Il ghetto di Borgo Mezzanone tra mafie e perdizione

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Borgo Mezzanone, 29 ottobre 2018

Nuovo spaccato, a tratti inedito, sul ghetto di Borgo Mezzanone tra tra povertà sociale e culturale e di controllo del territorio da parte delle mafie.

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Nuove testimonianze sulla corsa di Omar Jallow a Borgo Mezzanone

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    Secondo le testimonianze raccolte Omar si stava dirigendo verso l'uscita del ghetto a bordo della sua auto. Poco più avanti incrocia la pattuglia della Polstrada
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    L'auto di Omar è priva di assicurazione. Il ragazzo teme che gli venga sequestrata. Così, una volta avvistata la pattuglia della Polstrada, inverte la direzione di marcia e fugge verso l'interno della baraccopoli, sulla pista di Borgo Mezzanone.
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    Omar fugge a velocità sostenuta prontamente inseguito dai due agenti. Tenta di dirigersi su questa strada sterrata sita all'interno del ghetto. Nella concitazione, urta la baracca a destra.
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    La fuga di Omar si interrompe nei pressi di questa baracca in costruzione. Il ragazzo scende dall'auto ma viene prontamente inseguito e bloccato dagli agenti della Polstrada.
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    È tra questi cumuli di rifiuti che Omar viene gettato a terra da uno dei poliziotti per essere ammanettato.
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    La scena si sposta sull'asfalto della pista. Omar, ammanettato per una mano all'agente che lo ha fermato, viene trascinato verso l'auto d'ordinanza della Polstrada. A quel punto, secondo le testimonianze, c'è molta concitazione. Il ragazzo cerca di divincolarsi e il poliziotto lo getta nuovamente a terra. A questo punto l'agente lo ammanetta all'auto d'ordinanza. Ed è in questo momento che, secondo le testimonianze, nasce la protesta verbale. Alcuni ragazzi gridano: «Perché così, perché così! Non è un animale!»

La vicenda di Omar Jallow si tinge di giallo. Dopo il caos mediatico dei giorni scorsi spuntano nuove testimonianze che tengono aperte diverse ipotesi.

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Cosa è accaduto a Borgo Mezzanone?

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Immagini di Borgo Mezzanone. Reportage di Emma Barbaro

Il 5 ottobre scorso due agenti della pattuglia della Polizia sarebbero stati aggrediti da cinquanta migranti nei pressi del gran ghetto di Borgo Mezzanone.

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Welcome Taranto. Contro ogni razzismo

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    Foto: Welcome Taranto // Nicola Lanzo
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    Foto: Welcome Taranto // Nicola Lanzo

Venerdì 31 agosto Taranto ha ospitato un grande corteo organizzato dal collettivo Welcome Taranto sui temi caldi dell’immigrazione e dell’accoglienza.

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L’esilio del cuore

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Fuoricampo sette

Sono le sei del mattino e il ghetto Chitomeni è come un teatro di guerra senza vincitori. Dall’alto di un megafono una voce canta un triste richiamo alla preghiera.

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Dio è morto nel ghetto di Tre Titoli

in Inchieste/Terre di migranti di
Immagini dal ghetto Tre Titoli di Cerignola, in provincia di Foggia

Il ghetto di Tre Titoli, nelle campagne di Cerignola, è un luogo in cui si infrangono le leggi che governano la sanità, la ragione e, persino, l’umanità.

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Fiori del deserto

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Fuoricampo sei

Ibrahim, padre di due bambine che non vede da quasi sei anni tiene tra le braccia una figlia che non è sua. Le accarezza la testa, sussurrando parole dolci.

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MamAfrica

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Fuoricampo cinque

Scorrono i giorni, sfilano lenti e sempre uguali. Al ghetto Chitomeni le storie si intersecano, come quella di MamAfrica, che sorprende e sconvolge.

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Borgo Mezzanone, la baraccopolis che si autogoverna

in Terre di migranti di
Panoramica della baraccopoli a ridosso dell'area nigeriana

Il gran ghetto di Borgo Mezzanone, oggi, è molto più di una semplice baraccopoli. È l’emblema di un sistema che ha radici profonde sul territorio.

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Testimonianza dal ghetto di Rosarno. Video contro l’omertà

in Terre di migranti/Video di

Video inedito girato con un telefonino da uno dei migranti “ospiti” del ghetto di Rosarno portatore di un messaggio preciso fatto di terrore e audacia.

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Il «quarto potere» nel ghetto di Borgo Mezzanone

in Inchieste/Terre di migranti di
Nel ghetto di Borgo Mezzanone, Foggia

Il 2 giugno scorso, festa della Repubblica, siamo rientrati nel gran ghetto di Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia. Ecco cosa sta accadendo.

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La transumanza degli schiavi made in Italy

in Terre di migranti di
Fuoricampo quattro, dal Ghetto Chitomeni

Gaz è un bracciante stagionale che lavora nelle campagne della Capitanata, insieme a Ibrahim. La sua storia, come tanti altri, si perde nei rivoli dell’irregolarità.

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L’imprenditoria della rabbia e il razzismo, arma di distrazione di massa

in L'intervista/Terre di migranti di
Yvan Sagnet

Intervista a Yvan Sagnet, leader del primo sciopero dei braccianti stranieri in Italia. Autore di Ama il tuo sogno e Ghetto Italia per Fandango editore.

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Il vu cumprà dei permessi di soggiorno

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Fuoricampo tre, dal Ghetto Chitomeni

Oggi, Ibrahim, è troppo stanco. Decide di tornare al ghetto Chitomeni. Perché in questo universo malsano, persino un ghetto è preferibile al falso benessere che si respira fuori.

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Chiamatela, se volete, accoglienza

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Fuoricampo due, dal Ghetto Chitomeni

Lunga l’attesa nel ghetto Chitomeni: istanti sfilano tra le mani come i grani di un rosario. Ibrahim aspetta che il futuro non si presenti a mani vuote.

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Nel paese che non ci vuole più

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Fuoricampo uno, dal Ghetto Chitomeni

Ibrahim, un ragazzo senegalese, uguale a tanti altri, che vive nel ghetto Chitomeni, ci traghetterà nell’Inferno di una quotidianità che non ci appartiene.

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Pietro Dommarco, direttore del periodico Terre di frontiera

 

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