Tematica

Terre di migranti

L’ultimo grido di Moussa Balde al di là delle gabbie del Cpr di Torino

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Terre di frontiera ha ricostruito, con l’ausilio dell’avvocato difensore di Moussa Balde – il giovane che si sarebbe ucciso nell’Ospedaletto del Cpr di Torino il 23 maggio scorso dopo la brutale aggressione subita a Ventimiglia solo pochi giorni prima – tutti i contorni di una vicenda che resta torbida. E che ci porta a interrogarci sul profondo sentire di un Paese, il nostro, che si professa civile. L’appello del legale della vittima, Gianluca Vitale, risuona limpido nelle coscienze: «Mi auguro che la procura di Torino vada a fondo e che si faccia giustizia. E spero che il Pm, nell’accertamento dei…

Ho paura. Ma la paura non può fermare la nostra resistenza

Essere una Saharawi ha un duplice significato: culturale e politico. Il primo risiede nell’appartenenza culturale e nazionale, vale a dire l’appartenenza alla comunità che parla Hassaniyya e ha un’identità definita dalle sue radici afro-arabe. Il secondo significato, quello politico, configura il popolo Saharawi come punto finale del piano espansionista del Marocco. Nella visione del Marocco le sue frontiere dovrebbero estendersi fino al Mali, includendo anche gran parte dell’Algeria. Un convincimento tacito e mai dichiarato pubblicamente. Questo risvolto politico riguarda anche il tradimento della Spagna, che continueremo a incalzare fino a che non si assumerà le sue responsabilità. Perché è stata…

La guerra non è mai una soluzione, ma i Saharawi non avevano scelta

«Essere un Saharawi significa essere un combattente. Per questo non mi arrenderò fino al raggiungimento del sogno che non hanno potuto realizzare i miei nonni: la libertà. Lotterò per dare un futuro dignitoso alla prossima generazione che ha il diritto di essere parte di un popolo unito e indipendente». L’essenza del popolo Saharawi si può riassumere in due parole: speranza e pazienza. Aspettiamo una soluzione da 45 anni, vissuti pieni di speranza e con una fede immensa verso la Minurso. Meritiamo di vedere riconosciuta la nostra indipendenza e il nostro diritto all’autodeterminazione. In questi anni, carichi di lotta, dolore, malinconia,…

Coltivare il deserto

Il diario di un cooperante sull’ultimo viaggio nel Sahara Occidentale e sul popolo Saharawi, l’ultimo popolo africano a non aver ancora raggiunto l’indipendenza, costretto ad abbandonare attività fondamentali della vita quotidiana per rivendicare diritti non riconosciuti. «Volo AH2024 ultima chiamata per i passeggeri del volo Algeri-Roma». È il 14 marzo 2020: la voce dello speaker dell’aeroporto Houari Boumediene di Algeri annuncia la partenza di quello che sarà l’ultimo volo di collegamento tra Algeria e Italia per la sospensione dei voli a seguito della pandemia Covid-19 che poi sarebbe esplosa in Europa. Siamo stravolti nella hall dell’aeroporto provenienti da Tindouf, nel…

«Il mondo ha tradito il popolo Saharawi»

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La giornalista Antonella Napoli, direttrice di Focus On Africa, parla della ripresa del conflitto nel Sahara Occidentale come di un esito annunciato. «Sono trascorsi 30 anni di stasi totale dagli accordi del 1991. Questa guerra, dalle conseguenze devastanti, è figlia dell’ignavia della comunità internazionale e certifica il fallimento delle Nazioni Unite. L’Italia promuova un cambio di marcia». «Anche se ferito, mutilato, prostrato nella sabbia, un Saharawi è sempre in grado di rialzarsi». Per la giornalista Antonella Napoli, direttrice di Focus On Africa, è questa la principale caratteristica del popolo Saharawi: la resilienza, la capacità di ricominciare, di tornare a vivere…

La frontiera simbolica del Sahara Occidentale

Cosa accadrebbe se il popolo Saharawi rinunciasse alla propria battaglia? Cosa rappresenterebbe la mancata celebrazione del processo democratico di cui pure la comunità internazionale si era fatta garante nell’ormai lontano 1991? Sarebbe una grave smentita di uno dei principi fondativi del sistema internazionale emerso dalla fine del secondo conflitto mondiale. Quella del popolo Saharawi ha assunto, nel tempo, sempre più i contorni di una battaglia-simbolo della non rinunciabilità del diritto all’autodeterminazione dei popoli. In un certo senso, una trasposizione sul piano collettivo del riconoscimento dell’inviolabilità della dignità umana. Nel 1975 la Spagna abbandonò le sue colonie dell’Africa nord-occidentale che ricomprendevano…

Da una figlia a una madre. In ricordo di Eris Petty Stone

È il 7 agosto del 2019. Un incendio divampato nelle prime ore della mattinata nella baraccopoli de La Felandina – nel metapontino, in Basilicata – uccide Eris Petty Stone, una bracciante agricola vittima della tratta. Oggi, a un anno di distanza, le associazioni TerreJoniche, Comitato dei braccianti de La Felandina, Altragricoltura e Forum Terre di Dignità scelgono di tener vivo il ricordo della giovane ventottenne nigeriana con una cerimonia che sa di riscatto. Ribadendo, al contempo, l’importanza della memoria e della comunione d’intenti nella battaglia comune contro la piaga del caporalato. Il suo vero nome è Omowunmi Bamidele Adenusi. È…

La Piana di Gioia Tauro e le condizioni di vita e di lavoro dei braccianti stranieri

«La pandemia di Rosarno. Emergenza sanitaria e sfruttamento endemico». È questo il titolo del settimo Rapporto sulle condizioni di vita e di lavoro dei braccianti stranieri nella Piana di Gioia Tauro, stilato dai Medici per i Diritti Umani, in collaborazione con l’associazione A Buon Diritto. Per il settimo anno consecutivo, la clinica mobile di Medici per i Diritti Umani (Medu) ha operato in Calabria, nella Piana di Gioia Tauro, durante la stagione di raccolta agrumicola, fornendo prima assistenza sanitaria e orientamento sull’accesso ai diritti fondamentali ai circa 2 mila lavoratori che popolano gli insediamenti precari sparsi nei Comuni di Rosarno,…

Puglia, lavoratori stranieri comprano contratti per procedere a regolarizzazione

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Non sono bastate le lacrime della ministra delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova. Né gli strali lanciati dalle opposizioni al Governo centrale. La realtà è che il processo di regolarizzazione dei lavoratori stranieri – inserito nel recente Decreto Rilancio – non sta producendo gli effetti sperati. Specie se i destinatari ultimi del provvedimento, i migranti irregolari impiegati in agricoltura o nel settore del lavoro domestico, troppo spesso non riescono neppure a formalizzare l’istanza d’emersione. Schiacciati dal peso della burocrazia e dei cavilli tecnici. «Ormai si è scatenata una caccia senza quartiere al permesso di soggiorno», dice il segretario…

Regolarizzazione dei braccianti agricoli. Medu: «Bene, ma no a sola misura contingente»

Medici per i Diritti Umani accoglie con favore la decisione del Governo di inserire all’interno del Decreto Rilancio un’importante misura – la cosiddetta “sanatoria” – volta alla regolarizzazione dei braccianti agricoli. Tuttavia, le misure previste – in particolare la concessione di un permesso di soggiorno solo in seguito alla denuncia del rapporto di lavoro in nero da parte del datore di lavoro e la concessione di un permesso di soggiorno di sei mesi per ricerca lavoro solo a chi ha un titolo di soggiorno scaduto entro il 31 ottobre 2019 – sembrano essere eccessivamente temporanee e restrittive, per permettere da…

Ecco cosa non è cambiato a Rosarno a dieci anni dalla rivolta dei braccianti

Due giorni fa l’operazione “Euno” – coordinata dalla Procura di Palmi – ha portato all’arresto di una rete di caporali responsabili, nella Piana di Gioia Tauro – in Calabria – di intermediazione illecita di manodopera e sfruttamento lavorativo. Ma, numeri alla mano, il fenomeno del caporalato calabrese rischia di divenire endemico. I Medici per i Diritti Umani (Medu) – che attraverso la clinica mobile forniscono assistenza sanitaria e socio-legale agli abitanti degli insediamenti informali – chiedono immediatamente l’attivazione di tutta una serie di politiche che incidano decisamente sulle condizioni di vita e di lavoro dei migranti che vivono nei ghetti…

Viaggio nella Basilicata dei ghetti e dei caporali

Bernalda e Metaponto, dopo la tempesta, vivono in regime di semi placidità. Sono trascorsi poco più di due mesi dallo sgombero che, il 28 agosto scorso, ha spazzato via il ghetto lucano de La Felandina. Il bilancio è di circa mille dispersi. Ma le istituzioni non battono ciglio. Mentre il Demanio si sta occupando di mettere in sicurezza gli scheletri vuoti dei capannoni industriali – parte del consorzio rivelatosi una maxitruffa ai danni dello Stato per cui, nel 2017, ben ventuno persone sono state condannate dalla Corte dei conti a restituire al Ministero dello Sviluppo economico 14 milioni e 220…

Metà donne, metà schiave. Le vie della prostituzione sono infinite

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Una mirror ball e qualche luce a led sono il richiamo. Non si può resistere al canto delle “sirene della notte”. Metà donne e metà schiave, vivono ai margini. Di loro non si parla perché non si deve parlare. Ma esistono. Sono le vittime nigeriane della tratta degli esseri umani. Donne senza volto, senza nome e senza storia. Donne in catene. Per diversi mesi Terre di frontiera ha monitorato mosse e spostamenti di Jennifer, una “Madame” affiliata ai Supreme Vikings Confraternity. Dalla Capitanata al Metapontino, oggi siamo in grado di ricostruire, a partire dai riti e dai metodi d’intimidazione, la…

La zona grigia dell’accoglienza: le vite sospese dei migranti in fuga dal caporalato

Dallo sgombero de La Felandina la comunità della costa ionica lucana ha preso coscienza delle criticità che attanagliano i braccianti stranieri che, ogni anno, saltellano da un campo all’altro per garantire che i prodotti del Made in Italy giungano sul mercato. Bernalda, in fondo, non sarà più la stessa. La società civile, fatta anche di lavoratori della terra, si è mostrata solidale. Gli aiuti per i braccianti e richiedenti asilo si sono moltiplicati. Ma tutti, inevitabilmente, non smettono di interrogarsi sul “dopo”. Quale sarà il futuro di questi ragazzi, si chiedono, cessata l’emergenza? Non è semplice rispondere a questo interrogativo.…

What women want: la dura battaglia delle “donne di confine”

Da cineasta cerco di esplorare l’identità femminile nella società attraverso il bagaglio che si porta dietro una donna migrante, una donna straniera, una donna di origine diversa da quella italiana. La donna di seconda generazione, come me. Un tema che oggi, in Italia, è ancora un tabù. E il risultato è sotto gli occhi di tutti: lo straniero, il migrante, il diverso si sentono respinti da questo Paese. Tanto nel mondo dello spettacolo, quanto nella società civile. Perché ancora non viene riconosciuto loro il diritto di essere, semplicemente, portatori di un’identità altra. I tempi in cui il dialogo era l’elemento…

Si vede la luce dopo il giorno più lungo: i nuovi orizzonti di Terre di Dignità

Il 28 agosto scorso, giorno dello sgombero annunciato nel campo de la Felandina – a Bernalda, il mio paese di origine – è stato devastante. Fin dalle prime luci dell’alba abbiamo assistito, inermi, allo smantellamento di quel che centinaia di migranti hanno considerato “una casa” nell’ultimo anno. Perfettamente consapevoli del fatto che, durante tutto quel tempo, le istituzioni non avessero mai concordato alcuna soluzione abitativa alternativa per i braccianti impieganti nell’indotto agroalimentare metapontino. I media l’hanno definito “il giorno più lungo”. Non riesco a dimenticare la sensazione di sconfitta, impotenza e vergogna che ho provato quel giorno. Da un lato…

I ghetti e le emergenze, nel sonno delle istituzioni

La Felandina – Metaponto, comune di Bernalda – è un luogo che racconta il dramma di un Sud sfruttato. Sotto tutti i punti di vista. L’area industriale nella quale insistono gli scheletri del progresso industriale che non c’è mai stato fino al 28 agosto scorso ha ospitato circa un migliaio di migranti. Tra sgomberi senza alternative, caporalato e tragedie annunciate. Bernalda – e il suo borgo di Metaponto – non vive di solo turismo. A farla da padrone sono le colture intensive che ogni anni richiedono la manodopera di braccianti stagionali, prevalentemente stranieri, impiegati nella raccolta delle fragole, albicocche, pesche,…