Manifestazione No Hub del gas No Snam di Sulmona
Foto: Un momento della manifestazione di Sulmona // Giovanna Margadonna

Snam e governo rinuncino ad un progetto folle

in Alla canna del gas di

Una marea fluida, colorata, musicale – 6 mila partecipanti per la Questura, circa 12 mila per gli organizzatori – il 21 aprile ha sfilato per le strade di Sulmona, dalla periferia al centro storico, fino in Piazza Garibaldi dove l’ingresso del corteo e dei manifestanti è stato accolto dal suono festoso delle campane della Chiesa di San Francesco della Scarpa. Una partecipazione imponente, oltre ogni aspettativa. Il nostro racconto di una grande giornata di lotta e partecipazione.

Sono state oltre 400 – tra associazioni e istituzioni – le realtà territoriali che hanno animato la manifestazione No Snam di sabato 21 aprile a Sulmona. Tanti i comitati provenienti dalla Puglia alla Lombardia, dalle Marche all’Umbria, dal Molise al Lazio. Molte le associazioni ambientaliste presenti: Italia Nostra, Federazione Pro Natura, Club Alpino Italiano, Mountain Wilderness, Ambiente e/è Vita, CAI Tutela Ambiente Montano, Marevivo, Legambiente, WWF. Circa 60 i sindaci tra quelli del territorio, abruzzesi e di fuori regione. Presenti le rappresentanze istituzionali regionali e i parlamentari abruzzesi. Molte le sigle delle associazioni di categoria, culturali, sindacali, partiti politici e scuole. Molto densa di significato, infine, la presenza del vescovo della diocesi di Sulmona-Valva, Michele Fusco, e della comunità ecclesiale.
Tutti uniti sotto una bandiera comune, quella verde No Snam-Rete Adriatica, che ha sventolato alla guida del corteo per la difesa della terra natìa e della terra che ospita, per ribadire il ‘No’ alle opere inutili e devastanti che gravitano intorno alle fonti fossili, ‘No’ alla scelta insensata di trasformare l’Abruzzo e l’Italia in una piattaforma per l’Hub del gas con progetti come gasdotti, centrali di compressione, stoccaggi e trivellazioni.
Domenica 22 aprile, in occasione della Giornata mondiale della Terra, Papa Francesco, con un tweet, ha invitato a seguire “l’esempio di San Francesco d’Assisi: abbiamo cura della nostra Casa comune”. Un invito insito nelle lotte che si stanno portando avanti nei vari territori: tutelare l’ambiente, patrimonio di tutti – di cui siamo custodi e fruitori – ma nel pieno rispetto di un bene comune rappresentato dagli equilibri eco sistemici fragili e irriproducibili, da consegnare alle prossime generazioni. Nessuno può ritenersi padrone dell’ambiente e disporne a proprio piacimento: né Snam, né i governi, né l’Europa. Perché Sulmona, la Valle Peligna, l’Abruzzo non sono terra di conquista o colonie.
L’Europa deve fare pace con se stessa e decidere da che parte stare: proseguire con il fossile o, secondo gli accordi di Parigi sui cambiamenti climatici, invertire finalmente la rotta e non finanziare progetti come i gasdotti Rete Adriatica e Tap.
Un futuro a emissioni zero, in cui le fonti fossili sono del tutto sostituite da quelle rinnovabili, è concretamente possibile, ma solo se l’azione dei governi nazionali, dell’Europa, del mondo è immediata e collettiva. In alcuni Stati dell’Unione europea, da tempo, è iniziato un percorso in questa direzione e si procede con ritmi sostenuti. Sta avvenendo in Svezia, Germania, Danimarca e in Portogallo dove è in atto una vera rivoluzione energetica con una produzione da fonti rinnovabili che ha superato il fabbisogno interno dei consumi, secondo gli ultimi dati registrati a marzo 2018.
In considerazione di questo non si riesce a comprendere e ad accettare perché in Italia si continui a favorire la lobby del petrolio e del gas – come la Snam – sostenuta da governi insipienti e accondiscendenti che per i prossimi anni investiranno ancora su un modello di sviluppo basato su fonti fossili, con progetti finalizzati al perseguimento di enormi profitti per le società proponenti, ma i cui costi sono riversati sulla collettività.
Come la Banca Mondiale che, dal 2019, ha deciso di non finanziare più i progetti di estrazione di petrolio e di gas, ben 35 istituzioni cattoliche, tra cui Caritas Internationalis, hanno annunciato la decisione di abbandonare gli investimenti sulle fonti fossili.
A gran voce, nel corteo, è stato urlato: “No al metanodotto e alla centrale Snam, No all’Hub del gas, Sì alle grandi opere utili per la messa in sicurezza della nostra Regione, del nostro Paese, Sì alla valorizzazione del patrimonio ambientale, storico, archeologico e architettonico, vero volano per la creazione di posti di lavoro e per il rilancio economico.”
A conclusione pochi interventi dal palco di qualche minuto. Dopo la lettura di un appello da parte di una ragazza del liceo scientifico di Sulmona, c’è stato quello della sindaca di Sulmona, della portavoce dei Comitati Cittadini per l’Ambiente, di un rappresentante del Comitato No Tap, del Comitato No Tubo (Marche e Umbria), del Comitato contro gli stoccaggi e trivelle.
Una giornata che entrerà nella storia della città di Sulmona: una grande manifestazione per continuare una grande battaglia in difesa del territorio!

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