Foto: Occupazione nel plesso “Giambattista Vico” di Taranto // Tiziana Magrì

Inquinamento ex-Ilva, i genitori di Taranto occupano le scuole

/ 10:10 pm in Territori di

Al quartiere Tamburi di Taranto l’ondata di caldo non ferma la protesta dei genitori in presidio permanente nel plesso scolastico “Giambattista Vico”: «Con noi o fuori!»

Sempre più dimenticati anche dinanzi ad una vera emergenza di contaminazione: dai prelievi di TopSoil, effettuati il 5 aprile sulle collinette ecologiche – già note alla cronaca per il sequestro dei Carabinieri del Noe nel febbraio scorso – l’Arpa Puglia ha accertato un superamento delle concentrazioni soglia soprattutto per i valori di policloro-dibenzo-p-diossine (45,06 nanogrammi/chilogrammo a fronte di un valore limite fissato a 10).
«Ai bambini, a noi, va data certezza. Siamo stanchi di subire diseguaglianze, di dover ricorrere alla protesta per avere ciò che ci spetta di diritto: la salute.»
Sembra una stranezza tutto quanto, quasi inverosimile, dal giorno della chiusura delle scuole il quartiere intero non prende pace. Ha, di fronte, una verità gigantesca: un elevato tasso di inquinamento, sia nel sottosuolo che nell’aria, tale da impedire ai settecento alunni di svolgere un normale anno scolastico, tale da sconvolgere la vita di un’intera comunità, tale da vivere nel totale abbandono decisionale, tale da subire disuguaglianze. I genitori di fronte a tale urgenza, sottolineata dagli stessi esiti Arpa, chiedono lo screening sanitario dei loro figli al fine di escludere ogni sorta di rischio alla salute dovuto alla continua esposizione ad inquinanti e microinquinanti.
«Mi sono allarmata quando mia figlia tornando da scuola accusava sempre mal di testa, per ben due volte ha perso i sensi», racconta una mamma.
«L’ansia è cresciuta quando confrontandomi con le altre mamme è uscito fuori che la mia piccola non era l’unica. Da qui è iniziata l’agonia di una vita stravolta: la scuola chiusa, i turni pomeridiani fino alle sette di sera, disperazione della mia piccola che non ha più potuto frequentare la scuola di ballo come sempre ha fatto.»
Le scuole Deledda e De Carolis, fino a notizia contraria, resteranno chiuse ma, nel frattempo, sono circa trecento i nullaosta presentati in altre zone di Taranto; i restanti quattrocento subiscono la porta in faccia perché non si accettano più trasferimenti visto la raggiunta capienza degli altri plessi scolastici. E poi ci sono i genitori che per ragioni di appartenenza, o economiche, non vogliono o non possono portare i propri figli in altre scuole lontane dal quartiere.
A tutte queste domande mai nessuno ha risposto. Ed è da qui che scatta la protesta ad oltranza: ieri alla Deledda, dalle prime ore dell’alba di stamattina (14 giugno, ndr), invece, al plesso “Giambattista Vico” sede di scrutini ed esami per le classi medie.
Sarebbe bello vedere un’occupazione alla rovescia, così come insegnò Danilo Dolci: il primo cittadino insieme agli abitanti occupa le scuole per rivendicare l’attenzione da parte del governo attuale, dei cinque parlamentari tarantini, dei consiglieri regionali, provinciali e comunali.

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Nata al quartiere Tamburi di Taranto ai piedi dell’Ilva, la più grande ed inquinante industria siderurgica d’Europa. Quelle polveri sottili, quella mancanza di informazioni sulla loro natura destano la sua curiosità e da qui inizia il percorso di attivista del quartiere, segno di fame dove tutto era impossibile a sapersi ma facile da vedere. Inizia a collaborare con testate giornalistiche locali, online e offline, dove mette al centro la comunità, le donne e il forte senso di appartenenza ad un territorio di frontiera il più delle volte con vita a sé. Le questioni sociali, ambientali sono il file rouge della sua attività nella redazione giornalistica di Telerama e di Radio Popolare Salento. Ha collaborato con NarcoMafie. Fondatrice di Donna a Sud, Festival delle culture al femminile del Mediterraneo. Vicepresidente dell’Associazione Iwoman. Creator di In Sommovimento, incontri e appunti tra culture contemporanee.

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