Lago del Pertusillo, Basilicata

Che cos’è un Parco? Prima di raccontare cosa sia successo nei trent’anni di storia del Parco nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese bisogna fare un passo indietro e cercare di comprendere cosa sia davvero un parco nazionale nella sostanza. Spesso le premesse sono importanti. Nel nostro caso questa premessa è fondamentale, perché affrontiamo la questione da un punto di vista sociologico e di analisi delle politiche pubbliche ambientali. Questa premessa costituirà una chiave ermeneutica e interpretativa per la lettura e la comprensione dei fatti di cronaca che si sono succeduti in questi anni.

In “Uomini e parchi”, testo fondamentale per familiarizzare con il concetto di parco, inteso come area naturale protetta, Giacomini e Romani sostengono che un parco naturale, nazionale o regionale è «un modo di amministrare un territorio». Partendo da questo assunto fondamentale si può affermare con Perna che «il parco rappresenta un’innovazione istituzionale che punta a introdurre in un determinato territorio nuove regole indirizzate tanto alla salvaguardia ambientale quanto alla promozione sociale. Strumento fondamentale di questa innovazione istituzionale è […] il piano del parco, terreno di incontro e scontro tra istanze sociali e difesa ambientale, ma anche grande provocazione intellettuale nella direzione di un altro modello di sviluppo locale.»
Un parco nazionale, un’area naturale protetta, possono, quindi, rappresentare un nuovo approccio con il patrimonio naturale, con il paesaggio e con il territorio: non più saccheggio e devastazione, ma uso oculato delle risorse attraverso efficienti strumenti di pianificazione e di gestione. Un nuovo sviluppo, sostenibile e durevole, che offra possibilità di crescita alle popolazioni locali e opportunità di lavoro per i giovani. Dall’agricoltura compatibile all’ecoturismo, al turismo sostenibile e responsabile, dall’artigianato al recupero dei centri storici, dai prodotti di qualità al restauro ambientale: queste le nuove prospettive che si aprono con un parco nazionale.
Da queste occasioni può scaturire il futuro delle aree rurali, marginali ai grandi insediamenti urbani e industriali: conservare, in senso attivo, tutelando le identità sociali e culturali, tramandando un patrimonio di tradizioni di valore inestimabile. Avviare una nuova fase della politica di sviluppo economico, superando gli errori del passato, caratterizzato dai grandi investimenti, dalle cattedrali nel deserto, dai finanziamenti a pioggia: creare una nuova cultura che si basi sulle risorse umane e naturali, del luogo, dando vita ad una fitta rete di microimprese, coinvolgendo in prima persona gli abitanti, gli imprenditori, i giovani. La risorsa più importante per un’area naturale protetta è il consenso, la reale partecipazione e collaborazione della popolazione che vi abita: senza di essa è impossibile parlare di un successo per la politica di conservazione dell’ambiente naturale. Esistono strumenti di politica economica, nazionali ed europei, che possono contribuire a questo modello di sviluppo.
Il parco rappresenta, con i suoi organismi, un valido strumento di partecipazione democratica dove viene attuato un nuovo modello di gestione e di pianificazione del territorio, del patrimonio ambientale e naturale, del paesaggio, di salvaguardia e di recupero dei beni storici, artistici e paesaggistico-architettonici. Si tratta di esigenze imprescindibili per un territorio.
In questo modo il parco non è più unicamente un organismo statale capace, agli occhi della popolazione, solo di imporre vincoli, ma diviene uno strumento indispensabile di sviluppo socio-economico, principalmente, nel rispetto dell’ambiente.
Un parco nazionale, quindi, significa, prima di tutto conservare e proteggere l’ambiente naturale, il paesaggio, i segni della presenza e dell’azione dell’uomo. Non solo conservare, ma riscoprire e valorizzare: le tradizioni culturali, la storia delle popolazioni locali, il patrimonio urbanistico e paesaggistico-architettonico sono inseriti in un contesto nuovo, fatto, anzitutto, di una migliore qualità della vita e di armonia con l’ambiente naturale circostante. Da questo possono scaturire un nuovo modo di produrre, di offrire turismo, di vivere e di visitare l’ambiente naturale: lo spazio non è necessariamente “consumato” per far posto alle attività umane. Le risorse naturali divengono la principale fonte di crescita sociale ed economica senza che tutto ciò si traduca in distruzione. Viene in tal modo garantito il rinnovo delle risorse, lo sviluppo diviene un processo durevole nel tempo.
Un’area naturale protetta offre la possibilità di avviare una seria politica di educazione ambientale. Attraverso la visita e la conoscenza del patrimonio ambientale è possibile instaurare un nuovo rapporto tra cittadini e ambiente naturale. Si tratta, in primo luogo, di un’occasione di crescita culturale: dai resti archeologici al paesaggio agricolo, risultato dei successivi interventi umani tesi a mantenerlo, trasformarlo e gestirlo, dalle tradizioni popolari alle produzioni tipiche. Un immenso patrimonio culturale, indice dell’evoluzione della civiltà rurale, che deve essere conservato, valorizzato e conosciuto.
In Italia, al contrario degli altri Paesi industrializzati, è difficile che un cittadino conosca il proprio Paese, la natura che lo circonda, i nomi dei parchi nazionali. Anche in questo le aree naturali protette rappresentano uno strumento innovativo.

RIVITALIZZARE IL TESSUTO SOCIALE ED ECONOMICO DI UNA REGIONE
«Dal punto di vista dell’analisi sociale – sostiene Beato – possiamo definire le aree naturali protette come una forma specifica di divisione socio-spaziale del lavoro. Ci sono dei territori che si specializzano e nei quali si generano e si sviluppano delle funzioni prevalenti: le aree urbane, le aree rurali, le aree agricole, i distretti turistici, le concentrazioni industriali ed infine le aree naturali protette. Si tratta, come appare evidente, di una forma relativamente nuova di specificazione dell’agire umano e di specializzazione territoriale e questa relativa novità si produce in stretta aderenza ai macro-mutamenti dei sistemi sociali contemporanei nei quali l’antropizzazione della natura (popolamento, urbanizzazione, consumo del suolo a fini economico-produttivi) ha assunto forme diffuse e sovente iper-pervasive. L’interesse odierno e l’intervento degli Stati e dei governi, così come la diffusione dei movimenti ambientalisti, si presentano come un complesso di azioni sociali e collettive che assumono la forma di re-azioni. Azioni cioè che recuperano la natura proprio perché la natura, soprattutto nelle società avanzate, è minacciata e continuamente erosa nei suoi caratteri costitutivi e quindi lancia messaggi intorno alla sua perduta integrità.»
Un parco consente, perciò, di rivitalizzare il tessuto sociale ed economico di una regione; sia attraverso l’effetto diretto, in termini di occupazione e di investimenti, sia mediante effetti indotti che si ripercuotono su tutti i settori. La presenza di un parco diviene la fonte di attrazione per finanziamenti e per la localizzazione di nuove opportunità di lavoro. Soprattutto l’incentivazione alla nascita di micro imprese nel settore ecoturistico, del turismo sostenibile e responsabile, la rivalutazione delle produzioni tradizionali e il recupero del patrimonio architettonico sono da indicare tra gli effetti positivi derivanti dall’istituzione di un parco. In tal modo viene a realizzarsi una fitta rete di attività imprenditoriali tali da rappresentare l’ossatura del nuovo modello di sviluppo. Questo avviene a favore, in prevalenza, dei giovani che possono individuare in questo l’opportunità per la creazione di nuove attività.
Ciò rappresenta una novità, una inversione di tendenza rispetto al passato, quando solitamente si dava importanza ai grandi investimenti industriali ed infrastrutturali; un tipo di politica economica non adatta ad aree marginali e rurali, con frequenti effetti disastrosi sull’ambiente naturale e sul paesaggio. Un’area naturale protetta è un nuovo modo di intendere il rapporto tra uomo e ambiente naturale. Vivere, visitare, conoscere un parco rappresenta l’avvicinarsi alla natura, alla popolazione che vi abita e alla sua cultura. Attraverso un’area naturale protetta è possibile riallacciare i contatti con un mondo che si riteneva perduto per sempre. Il rapporto tra l’uomo e la natura all’interno di un Parco trova una nuova dimensione: le stesse attività umane tradizionali, l’agricoltura, l’artigianato vengono riscoperte e valorizzate, grazie al turismo che affluisce verso il Parco, garantendo in questo modo opportunità di lavoro per gli abitanti del parco, in particolare per i giovani e facendo attenzione alla “carrying capacity” del territorio.
Come sostiene Magnaghi il territorio non può essere considerato alla stregua di un asino: caricare eccessivamente l’asino significherebbe farlo morire durante il viaggio, rimanere appiedati e non poter trasportare il carico.
Secondo l’International union for the conservation of nature (Iucn) nel 2001 le aree protette nel mondo erano circa 30.000; pari a circa quindici milioni di chilometri quadrati: l’11 per cento delle terre emerse del globo. Confrontando l’11 per cento del 2001 con il misero 5 per cento del 1992 si deve constatare che la difesa della natura in meno di un decennio ha fatto grandi passi in avanti, ma quali sono stati i primi passi che ha compiuto il pensiero ambientalista nella tutela del territorio?

LA NASCITA DEI PARCHI
Attorno alla metà del XIX secolo i primi episodi di tutela pubblica della natura scaturirono, con finalità tipicamente estetiche, da una concezione ancora romantica del paesaggio, seppur già indirizzata alla conservazione dell’ambiente.
Il primo di essi fu la riserva artistica di Fontainebleau, volta a proteggere la suggestiva selva da un minaccioso disboscamento. A Barbizon, un villaggio ai suoi margini, alcuni giovani pittori, con a capo Théodore Rousseau, si erano ritirati a partire dal 1830 con il proposito di rinnovare la pittura di paesaggio abbandonando regole e convenzioni, vivendo in campagna, per “sentire” la natura. A questa iniziativa seguì, nel 1870, l’istituzione della riserva naturale del Creux-du-Van, realizzata per opera del Club Jurassien e creata, questa volta, con effettivi scopi di esclusiva protezione del paesaggio. Nasceva così il concetto di “area preservata”.
Nel 1832, negli Stati Uniti, viene istituita la riserva di Hot Springs (Arkansas). Nel 1864 l’intera vallata di Yosemite viene dichiarata, insieme al Maripese Greve, “area protetta”. Nel 1964 il governo della California assumerà la competenza del territorio con la seguente motivazione: «per conservare, mostrare al pubblico, usare ed offrire al beneficio dell’umanità questi territori».
Nel 1872 viene istituito il primo parco nazionale statunitense: 800.000 ettari di area protetta tra gli stati del Wyoming, Montana e Idaho che assunse il nome di Yellowstone. Nell’atto costitutivo si legge che il parco nasce «per il beneficio e il godimento della popolazione allo scopo di proteggere per sempre questa eccezionale area naturale». Segue la costituzione dei Parchi di Mac Kinc Island nel 1875, di Sequoia, Yosemite e General Grant nel 1890. In questo contesto si fa strada il mito della “wilderness”, della natura selvaggia e incontaminata, ma anche la categoria di “monumento naturale”. Concezione questa che si va a contrapporre con l’estetismo artistico, con lo spirito religioso della contemplazione del creato, col rispetto dei luoghi storici, con la critica politica alla società industriale, che, invece, anima l’interesse per la tutela dell’ambiente in Europa. Due elementi caratterizzano la concezione statunitense dei Parchi Nazionali: il criterio del “valore scenico e panoramico” e l’uso turistico-ricreativo. La massima apertura verso una fruizione popolare controllata e rispettosa. Come osserva acutamente Perna: «I parchi nazionali svolgevano un ruolo di compensazione, di recupero, in chiave ludica e romantica, di un rapporto armonico uomo-natura negato dal modello di sviluppo imperante. […] Inoltre c’è un bisogno profondo che lega l’identità nazionale, il mito delle origini e l’istituzione dei Parchi che proprio negli Stati Uniti vengono definiti per la prima volta “Nazionali”, perché fanno parte del patrimonio di tutta la nazione, ne costituiscono la base culturale, storica, di un eroico passato. In una parola: l’identità nazionale.»
Sempre negli Stati Uniti si faceva largo un’altra idea: quella di salvaguardare la natura dallo sviluppo inarrestabile dell’uomo. Nel 1908 il presidente Roosvelt in una conferenza sulla conservazione delle risorse naturali affermava: «È venuto il tempo di esaminare seriamente ciò che accadrà quando le nostre foreste non ci saranno più, quando il carbone, il ferro e il petrolio saranno esauriti, quando il suolo sarà ancora impoverito, trasportato verso i fiumi a contaminare le loro acque e denudando i campi.»
Nel frattempo in Australia viene istituito il Parco di Illawana.
Nel 1902 si svolgono i lavori del primo convegno internazionale per la salvaguardia della fauna nel mondo a Parigi, a cui seguiranno altri incontri: nel 1937 a Londra, nel 1940 a Washington, nel 1954 a Londra.
Nel 1909 sono istituiti due Parchi in Lapponia.
Nel 1910 c’è un primo tentativo della Società Botanica Italiana e dell’Unione Zoologica Italiana di creare un Parco (Valle dello Spöl, Livigno), ma l’iniziativa non ebbe seguito.
Nel 1914, finalmente, è la Svizzera a realizzare il primo Parco Nazionale europeo con criteri e finalità scientifici: l’Engandina. L’Alta Engandina era stata teatro di un impressionante massacro forestale. La presenza di grossi quantitativi di ferro aveva portato ad un sistematico disboscamento per alimentare le fornaci. Esaurite le risorse legnose locali le fonderie avevano dovuto chiudere. La valle dell’Engandina fu ceduta alla Società Elvetica di Scienze Naturali, che lasciò che la vegetazione rinascesse spontaneamente effettuando un’operazione mirabile di restauro ambientale.
Negli Stati Uniti, intanto, viene creato un organismo statale di controllo e coordinamento: il National Park Service.
Nel 1921 vede la luce il Parco del Lunemburgo nel Paese maggiormente industrializzato d’Europa: la Germania.
Nel 1821 il valdostano Giuseppe Delapierre aveva avuto l’intuizione del Gran Paradiso. Ma solo nel 1922 l’ex riserva di caccia reale viene istituita Parco Nazionale per la tutela «della fauna, della flora, delle formazioni geologiche e del paesaggio». Il suo territorio era già protetto dal 1821, «protetto certamente non dalle cacce reali che in esso si esercitavano con grandi perdite di animali. Ma proprio gli animali furono protagonisti della genesi storica delle aree protette italiane. In particolare fu lo stambecco, che, proprio perché specie a rischio, determinò di fatto una nuova trama di atteggiamenti e di comportamenti, per quanto aurorali, nei riguardi della natura da preservare.»
Il pericolo di estinzione, infatti, di animali come lo stambecco o l’orso marsicano a causa della caccia, portò ad una nuova sensibilità diffusa. Fu così che si ottenne dal Regno sabaudo il divieto di caccia nell’intero massiccio alpino, cioè la tutela più realistica a quei tempi che poteva essere messa in atto. Il Parco del Gran Paradiso rappresenta nel nostro immaginario collettivo il “parco per eccellenza”.
In un bel testo Giulio Ielardi, giornalista e fotografo freelance che da anni percorre in lungo e in largo il territorio dei Parchi Nazionali italiani, così scrive del Gran Paradiso: «Questa storia, quella dei parchi italiani intendo, ha un inizio preciso. Data a un giorno d’inverno di ottantatre anni fa.»
«Allo scopo di conservare la fauna e la flora e di preservarne le speciali formazioni geologiche, nonché la bellezza del paesaggio, sono dichiarati Parco Nazionale i terreni compresi nell’attuale riserva reale di caccia del Gran Paradiso, i cui confini sono quelli indicati nella carta annessa al presente decreto.»
È l’articolo 1 del regio decreto-legge 3 dicembre 1922, n.1584, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del successivo 13 dicembre. Mezzo secolo dopo Yellowstone, nasce il primo parco nazionale italiano. E giunge a poche settimane dall’insediamento al governo di Benito Mussolini. Il provvedimento è in realtà bloccato in Parlamento già da tempo e quella del suo varo è un’occasione ghiotta per la nuova classe dirigente, scrive lo storico Luigi Piccioni, che «ha bisogno di marcare con alcuni atti esemplari, in questi primi mesi di governo, la propria distanza dalla irresoluta classe dirigente liberale.» Il decreto arriva a coronamento di una vicenda partita un secolo prima.
È del 1821, infatti, l’approvazione delle Regie patenti con cui la caccia allo stambecco veniva proibita in tutto il regno, pena il pagamento di quindici scudi di multa, nove giorni di prigione e la confisca degli animali. A Giuseppe Delapierre o Zumstein, ispettore forestale di Gressoney, viene attribuita la sollecitazione all’erede al trono, il giovane Vittorio Emanuele figlio del re Carlo Alberto, per sottrarre all’estinzione l’ungulato fattosi sempre più raro. Vera matrice del Parco Nazionale, viene quindi istituita una riserva reale di caccia. La riserva reale, col suo corpo di cinquanta e più guardie, dura fino al 1919 conservando sulle montagne – nonostante le periodiche cacciate reali – oltre tremila stambecchi. Nell’anno successivo Vittorio Emanuele III, succeduto improvvisamente al padre Umberto I nel 1900, dona allo Stato italiano la riserva di caccia coi suoi 2200 ettari e gli edifici annessi.
Poi arriva finalmente il decreto istitutivo. Il decreto ha diciannove articoli e contenuti sorprendenti. «Ha già in nuce i principi informatori e i contenuti normativi concreti che ritroviamo, perfezionati e rafforzati nella successiva legislazione e in particolare nell’attuale legge n. 394/1991». È il commento di Gianluigi Ceruti, l’avvocato di Rovigo nonché ex vice-presidente di Italia Nostra che ha condotto in Parlamento – dopo le vane proposte avanzate da trent’anni da associazioni, organismi scientifici, parlamentari, governi – la norma quadro sulle aree protette fino all’approdo finale.
Nel gennaio del 1923 (Regio Decreto 11/01/1923) viene istituito il secondo parco nazionale italiano. L’orso marsicano sarà la specie da salvaguardare e diverrà anche il simbolo del Parco, l’area protetta più conosciuta d’Italia, ma anche la più riconosciuta se nel 1972 il Consiglio d’Europa ha conferito al Parco il diploma europeo. Dopo la data della sua istituzione il Parco nazionale d’Abruzzo estese la sua area tra il 1925 e il 1926 (12.000 ettari).
Nel 1933, come scrive il suo prestigioso direttore, «il fascismo contrariato da alcune decisioni di salvaguardia ambientale che ostacolavano i suoi progetti di intervento sul territorio, soppresse d’autorità l’ente autonomo e, pur di abolire contestualmente anche il Parco, ne decretò di fatto la sostanziale condanna.»
Nel 1935 verrà istituito il Parco Nazionale dello Stelvio, Parco che apre drasticamente il problema del rapporto con le popolazioni locali, problema che alimenta ancora oggi il dibattito sulle aree protette. Si pensi soltanto che il regolamento di applicazione della Legge istitutiva verrà emanato soltanto nel 1951. L’istituzione del quarto Parco Nazionale – il Circeo – è legato alla trasformazione territoriale italiana pianificata: in modo particolare alla storia della bonifica. L’area situata a sud di Roma ai confini con la Campania era inserita nel grande progetto di bonifica integrale delle paludi pontine e destinata a scomparire. La nascita di questo Parco che in seguito registrò sempre un deficit di protezione è stata segnata dal conflitto politico e culturale. E, tuttavia, 7.445 ettari di territorio intatto furono sottratti dalla bonifica integrale.
Il primo parco nazionale italiano ad essere istituito nel dopoguerra è quello della Calabria. Esso è anche il primo parco ad essere istituito nel Mezzogiorno a sud dell’Abruzzo. Ma fu necessario attendere il 1968 prima che venisse deciso di tutelare con una Legge dello Stato gli straordinari boschi della Sila.
«Il dibattito politico e culturale relativo alla costituzione di questo Parco fu di tipo eminentemente ecologico e territoriale. Mentre i naturalisti peroravano una perimetrazione di un’area vasta e senza soluzione di continuità spaziale, il decisore pubblico – sotto le forti pressioni degli interessi locali – optò per una soluzione spazialmente separata. Le zone che furono sottoposte a regime di tutela sono infatti in un rapporto di discontinuità e si estendono in ciascuna delle tre province calabresi
I cinque parchi nazionali prima citati vengono solitamente definiti in letteratura e nel dibattito pubblico come parchi storici e ciò a sottolineare non solo un ordine temporale, ma anche al fine di mettere in risalto l’avvio di un nuovo corso del movimento protezionista ed una nuova stagione delle politiche pubbliche ambientali.

I PARCHI NAZIONALI
Gran Paradiso, il primo parco nazionale italiano, istituito nel 1922 e ampliato nel 1979, 70.200 ha, di cui 32.500 in Piemonte e 37.700 in Valle d’Aosta, confinante con il parco nazionale francese della Vanoise; ambiente di tipo alpino, connotato dal massiccio del Gran Paradiso;
Abruzzo, istituito nel 1923 ed ampliato nel 1990, 43.950 ha di cui la maggior parte (32.000 ha) in Abruzzo, il resto (4.400 e 7.550 ha) rispettivamente in Molise e nel Lazio; territorio montano dell’Appennino centrale;
Circeo, istituito nel 1934, 8.622 ha, interamente nel Lazio, parco costiero con proiezione insulare, caratterizzato da una molteplicità di ambienti di elevato valore paesaggistico e scientifico;
Stelvio, istituito nel 1935 e ampliato nel 1978, 115.271 ha, di cui 61.824 in Lombardia e 53.447 in Trentino-Alto Adige, grande area montuosa di elevato interesse geologico, comprendente il più grande ghiacciaio italiano;
Calabria, istituito nel 1968, 15.894 ha, in Calabria, formato da tre zone staccate:
1. Sila Grande (7.000 ha) caratterizzata da una morfologia dolce, costituita essenzialmente da rocce cristalline e pascoli; 2. Sila Piccola (5.700 ha) caratterizzata da foreste, numerosi corsi d’acqua e varietà di specie vegetazionali; 3. Aspromonte (3.200 ha) caratterizzato da vasti terrazzamenti degradanti verso il mare con una vegetazione di foreste di pini;
Pollino, istituito nel 1990, 196.437 ha, di cui 93.500 in Calabria e 102.937 in Basilicata, grande massiccio con formazioni calcareo-dolomitiche, ricco di foreste;
Dolomiti Bellunesi, istituito nel 1990, 31.000 ha, nel Veneto, gruppo di rilievi rocciosi dolomitici sulla riva destra della Valle del Piave;
Monti Sibillini, istituito nel 1990, 71.314 ha, di cui 17.800 in Umbria e 53.514 nelle Marche, grande massiccio calcareo dell’Appennino centrale, spartiacque tra i mari Tirreno e Adriatico;
Arcipelago Toscano, istituito nel 1989, 67.500 ha, di cui 3.419 ha di terraferma, isole di elevato pregio naturalistico, paesaggistico e storico-culturale;
Foreste Casentinesi, istituito nel 1990, 35.370 ha, di cui 17.720 in Toscana e 17.650 in Emilia Romagna, importante ecosistema forestale appenninico;
Val Grande, istituito ne l1991, 50.000 ha, in Piemonte, bacino orografico nel settore meridionale delle Alpi al limite del bacino del Lago Maggiore, tra le più vaste aree wilderness in Italia;
Cilento e Vallo di Diano, istituito nel 1991, 100.000 ha, in Campania, comprendente la catena calcarea dei Monti del Cilento nell’Appennino centrale e il Vallo di Diano, singolare realtà ambientale che ha conservato integre le sue caratteristiche ambientali e territoriali;
Gargano, istituito nel 1991, 30.000 ha, in Puglia vasto altopiano il cui settore orientale è occupato dalla foresta umbra;
Gran Sasso e Monti della Laga, istituito nel 1991, 85.000 ha, nell’Appennino centrale, comprendente la catena calcarea del Gran Sasso e la catena dei Monti della Laga, unico massiccio non calcareo dell’Appennino centrale;
Maiella, istituito nel 1991, 60.000 ha, in Abruzzo, massiccio calcareo inciso da una dozzina di grandi canyon;
Vesuvio, istituito nel 1991, 12.000 ha, in Campania, circoscrive per intero l’area vulcanica del Monte Somma-Vesuvio, a breve distanza da Napoli, paesaggio vulcanico tra i più famosi del mondo;
Gennargentu e Golfo di Orosei, 100.000 ha, in Sardegna, grande area di natura selvaggia comprendente le tre zone del massiccio del Gennargentu, del Supramonte, e il Golfo di Orosei, ambiente geologico vario, con prevalenza di calcari e dolomie, paesaggio aspro e caratterizzato dalla presenza di fenomeni carsici;
Isola dell’Asinara, 5.190 ha, in Sardegna, un’area ad alta naturalità con flora e fauna marine rare (la destinazione dell’isola è da più di 100 anni a carcere speciale).
La data a cui fare riferimento è quella dell’ottobre del 1980 quando si tenne un ormai noto convegno a Camerino (nelle Marche) convegno indetto dal Comitato per i parchi nazionali e le riserve analoghe. E in questa sede che fu elaborata – attraverso un’irripetibile collaborazione tra le comunità scientifiche e le espressioni più consapevoli dell’ambientalismo italiano – la strategia italiana per la conservazione. Fu posto un obiettivo molto semplice però di ampio contenuto comunicativo: tutelare il 10% del territorio italiano chiamando a concorrere in questa azione di grande rilevanza prima sociale che politica lo Stato e gli Enti Locali e soprattutto le Regioni. L’ambizioso obiettivo verrà raggiunto quasi vent’anni dopo e «si può oggi affermare che con ogni probabilità la politica pubblica delle aree protette – pur tra asperrimi contrasti politico-sociali e culturali, difficoltà realizzative ed inadempienze burocratiche – costituisce oggi la più avanzata (anche se non la più implementata) tra le politiche ambientali italiane.»

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Beato F., “Parchi e società – Turismo sostenibile e sistemi locali”, Liguori Editore, Napoli, 2000.
Beato F., “La progettazione di istituzioni per la salvaguardia dell’ambiente: il dilemma tra efficacia e partecipazione pubblica”, in Beato F., “Rischio e mutamento ambientale globale – Percorsi di sociologia dell’ambiente”, Franco Angeli, Milano, 1998.
Giacomini V., Romani V., “Uomini e parchi”, Franco Angeli, Milano, 2002.
Ielardi G., “Viaggio nell’Italia dei Parchi”, Ed. ETS, Pisa, 2005.
Ielardi G. (a cura di), “I parchi da fare. Rapporto sulle aree protette da istituire”, dossier di Italia Nostra, 2002.Magnaghi A., “Il progetto locale”, Bollati Boringhieri, Torino, 2002.
Perna T., “Aspromonte. I parchi nazionali nello sviluppo locale”, Bollati Boringhieri, Torino, 2002.
Piccioni L., “Il volto amato della Patria. Il primo movimento per la protezione della natura in Italia 1880-1934”, ed. Università degli Studi di Camerino, Camerino, 1999.

5 thoughts on “Il Parco che non c’è. Atto secondo”

  1. Avremmo sperato in notizie più complete, informate e aggiornate… Ma davvero non è noto che il Parco Nazionale d’Abruzzo, inaugurato solennemente per iniziativa privata di Erminio Sipari, cugino di Benedetto Croce, il 9 settembre 1922, risulta storicamente il primo Parco italiano? (Anche se, come è ben noto, la Legge ufficiale del Regno d’Italia arrivò solo qualche mese dopo). La vera storia, ovviamente, non si basa su norme astratte o su pezzi di carta, ma su fatti solidi e concreti. E com’è possibile ignorare che dal 1980 in poi, grazie alla memorabile “Sfida del 10%”, il destino dei Parchi ebbe un fortissimo impulso, grazie al quale un’Italia rassegnata, che si accontentava solo di 5 Parchi mal condotti, tutelanti appena l’1,5% del BelPaese, arrivò ad averne oltre una ventina, a difesa di almeno un decimo del suo territorio? Nè meno desolante è la povertà delle citazioni bibliografiche, che conferma quanto la Scienza della Conservazione della Natura e la Storia delle Aree Protette, da noi, siano materie quanto mai neglette, che meriterebbero invece di essere insegnate a scuola, recuperando la “memoria storica” e i “valori culturali ed ecologici” grazie ai quali oggi abbiamo ancora almeno parte di un Paesaggio, di una Natura, e di una Biodiversità davvero unici al mondo.

    1. Esimio prof. Tassi, sono onorato e sorpreso che il mio articolo abbia suscitato la sua attenzione a tal punto da farle lasciare un commento. Naturalmente, non ignoro le informazioni che Lei ha gentilmente voluto evidenziare nel suo commento, ma come è stato sottolineato più volte nella prima parte di questo reportage, la mia inchiesta si concentra sull’implementazione delle politiche pubbliche del Parco Nazionale della Val d’Agri Lagonegrese Appennino Lucano. Questo secondo atto, non vuole essere una storia completa dei parchi nazionali e delle aree protette in Italia, ma vuol dare soltanto un’idea più circostanziata del concetto di Parco dal punto di vista delle dinamiche socio-economiche che interessano le politiche ambientali. Lungi, inoltre, dal mio interesse trattare questioni relative al puro discorso naturalistico e delle biodiversità: non sono né biologo, né etologo! Per questo motivo non sono stati presi in considerazione numerosi lavori che descrivono la ricchezza naturalistica e la biodiversità dei nostri parchi e in particolare del Parco Nazionale della Val d’Agri Lagonegrese Appennino Lucano. Il secondo atto come altri brevi brani che seguiranno nella nostra narrazione, vogliono essere soltanto dei cenni storici per dare la possibilità al lettore di farsi un’idea più circostanziata del contesto in cui politiche ambientali e politiche energetiche sono entrate in conflitto tra di loro in Basilicata. Quest’ultimo, infatti, vuole essere l’interesse del nostro indagare: come il progetto del Parco sia entrato in conflitto con gli interessi di ENI, regione Basilicata e molti altri stakeholders e quali sono state le dinamiche che hanno portato ad uno stallo decennale dopo la L. 394/91. I testi, inoltre, parte di un più ampio lavoro, sono stati ridotti e riadattati a uno scopo di divulgazione giornalistica: pur se Terre di Frontiera si distingue per essere uno dei rari organi di informazione indipendente dove sono approfondite questioni spinose relative all’ambiente, è pur sempre un periodico che punta ad interessare il lettore comune e non una rivista scientifica per accademici. Per questo motivo non compaiono citazioni e note a piè di pagina che invece sono presenti nella versione originale. A margine ho inserito alcuni riferimenti bibliografici e non tutta la bibliografia completa che accompagna il lavoro originale, per gli stessi motivi menzionati in precedenza. Siamo, infine, solo al secondo atto di questo reportage (non so se ha avuto modo di leggere il primo atto: la premessa…), a cui seguiranno molte altre puntate. La invito, perciò, a continuare a leggere i miei articoli e ad essere vigile: se ci dovessero essere sbavature o mancanze può farlo presente esprimendo la sua opinione in questa sede o in privato scrivendomi a giovannipaoloferrari@outlook.fr. Riporto per completezza, in un altro commento di seguito, l’intera bibliografia del lavoro nella sua versione originale non potendo riportarla in toto negli articoli. La ringrazio ancora per il commento e La saluto cordialmente. Giovannipaolo Ferrari

  2. Bibliografia

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    •Agnoli M. S., “Il disegno della ricerca sociale”, Carocci, Roma, 2004.
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    •Terza Commissione Consiliare Permanente, “D.G.R. N. 11 del 08/01/02 – Istituzione del Parco Nazionale dell’Appenino Lucano – Val d’Agri – Lagonegrese”, seduta del 3 aprile 2002, “Attività Produttive – Territorio – Ambiente”, VII Legislatura, Consiglio Regionale della Basilicata.
    •Touraine A., “Il ritorno dell’attore sociale”, Editori Riuniti, Roma, 1988.
    •Touraine A., “Critica della modernità”, Il Saggiatore, Milano, 1997.
    •Touraine A., Khosrokhavar F., “La ricerca di sé”, Il Saggiatore, Milano, 2003.
    •Tranfaglia N., “La transizione italiana”, Garzanti, Firenze, 2003.
    •Trapanese E. V. (a cura di), “Sociologia e modernità – problemi di storia del pensiero sociologico”, N.I.S., Roma , 1997.
    •Università degli Studi della Basilicata, Dipartimento Tecnico-Economico per la Gestione del Territorio Agricolo Forestale, “Ipotesi di delimitazione del Parco Val d’Agri”, a cura dl Prof. Ettore Bove.
    •Valgimgli L., “Val d’Agri – Energia made in Italy” in “ECOS n. 5/1998”, Roma, Pagg. 6-19.
    •Vandelli L., “Devolution e altre storie”, il Mulino, Bologna, 2002.
    •Van Meter D., Van Horn C. E., “The policy implementation process: a conceptual framework”, in Administration and Society, 6 (4), 1975.
    •Van Tatenhove J., Arts B., Leroy P., “Political modernisation and the the enviroment”, Dordrecht, Kluwer, 2000.
    •Viganoni L., (a cura di), “Lo sviluppo possibile. La Basilicata oltre il Sud”, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 1997.
    •Vita M., Gerardi M., “L’attività petrolifera in Basilicata”, in Basilicata Regione Notizie, n° 109 del 2004.
    •Vita M., “L’attività petrolifera nella regione Basilicata”, Potenza, 18 novembre 1996 (dattiloscritto).
    •Volpi A., “Società globali: risorse e nuovi mercati”, Carocci, Roma, 2003.
    •Volpi F., “Sviluppo”, Jaca Book, Milano, 1996.
    •Weber M., “La scienza come professione. La politica come professione”, Edizioni di Comunità, 2001.
    •Zaccara F., (relazione di), “L’istituzione del Parco Nazionale Val d’Agri e Lagonegrese”, Marsico Nuovo, aprile 1996 (dattiloscritto).
    •Zagrelbelsky G., “Imparare la democrazia”, La Biblioteca di Repubblica, 2005.
    •WWF e Pro Natura di Basilicata, “Il Parco Nazionale Val d’Agri – Lagonegrese”, S.T.E.S. Srl, Potenza, 1999.

  3. Rassegna Stampa dal
03/11/1995 al 09/06/2006

    •Fucci V., “Il petrolio della Val d’Agri sta minando l’ambiente e non offre lavoro ai giovani”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 03/11/1995.
    •“Val d’Agri niente guasti”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 12/11/1995.
    •“Solo briciole di petrolio? Dalla Val d’Agri secco no”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 22/11/1995.
    •“Sviluppo globale per la Val d’Agri”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 22/12/1995.
    •“Valbasento: il Governo accorda proroga di 4 mesi”, La Gazzetta del Mezzogiorno , 22/12/1995.
    •Melchionda G., “Un parco per il lavoro e lo sviluppo”, il sirino, 01/1996.
    •“Ora siamo il polmone verde del Sud”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 07/01/1996.
    •Savino A., “Val d’Agri, quale convivenza fra il petrolio e l’ambiente?”, Corriere del giorno, 17/02/1996.
    •“Questione Val d’Agri. In otto punti la chiave del futuro”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 21/03/1996.
    •Grasso N., “Bollette meno care col petrolio lucano”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 31/03/1996.
    •Grasso N., “Risorsa-petrolio, che fare?”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 06/04/1996.
    •Savino A., “Cisl: patto sociale per la Val d’Agri”, Corriere del giorno, 11/04/1996.
    •“La ricchezza petrolio: non sciupiamola come l’acqua e il metano”, Corriere del giorno, 12/04/1996.
    •“Parco Val d’Agri: falso allarme il decreto resta”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 13/04/1996.
    •“Il petrolio come… energia”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 13/04/1996.
    •Mastrangelo M., “Il petrolio e la Val d’Agri”, Corriere del giorno, 13/04/1996.
    •“Petrolio, va bene. Ma l’ambiente?”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 16/05/1996.
    •Masino L., “Royalties: chi controlla quanto viene estratto?”, Corriere del giorno, 02/06/1996.
    •Grasso N., “Petrolio in Val d’Agri: bloccate l’oleodotto”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 07/06/1996.
    •Grasso N., “Petrolio in Val d’Agri: bloccate l’oleodotto”, La Gazzetta del Mezzogiorno , 07/06/1996.
    •“Petrolio in Val d’Agri. Parte la crociata dei parroci della zona”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 09/06/1996.
    •“Dai sindaci si al Parco della Val d’Agri sempre che…”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 10/06/1996.
    •“Progetto Federindustria: critiche di Legambiente”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 11/06/1996.
    •“Quella centrale tutta lucana, perché alimentarla col petrolio e non col metano?”, Corriere del giorno, 15/06/1996.
    •Forte E., “Vertenza petrolio Val d’Agri mobilitata”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 19/06/1996.
    •Masino L., “L’Anci Basilicata propone una vertenza petrolio”, Corriere del giorno, 20/06/1996.
    •“Petrolio in Val d’Agri incognita per il futuro”, Corriere del giorno, 23/06/1996.
    •“E arrivò l’ora della vertenza petrolio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 25/06/1996.
    •“Ambientalisti: per il 30 l’area protetta”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 25/06/1996.
    •“I vantaggi per i paesi della Val d’Agri sanciti in un accordo di programma”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 25/06/1996.
    •“Parco, il ritardo sa di petrolio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 08/07/1996.
    •Ierace L., “Siamo l’Arabia del Sud petrolio anche a Li Foi?”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 17/07/1996.
    •“Petrolio e impatto ambientale: monitoraggio nella Val d’Agri”, Corriere del giorno, 07/08/1996.
    •Lacorazza G., “Parco e petrolio convivano”, Corriere del giorno”, 15/09/1996.
    •Di Leo G., “Ci stanno cambiando il territorio”, Corriere del giorno, 15/09/1996.
    •Fucci V., “Più del petrolio, piace il Parco nell’area Val d’Agri e Lagonegrese”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 28/09/1996.
    •Pittella G., “La questione petrolio”, Corriere del giorno, 07/12/1996.
    •Lippolis I., “Quei pozzi nei boschi di faggio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 23/01/1997.
    •Lippolis. I., “L’ambiente è una risorsa da colcolare come le altre”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 23/01/1997.
    •Lippolis I., “La basilicata alla prova del petrolio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 23/01/1997.
    •“Un oleodotto super sicuro?”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 23/01/1997.
    •Formica A., “Ambiente come necessità”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 23/01/1997.
    •“Dall’ipotesi di Protocollo d’intesa garanzie per il lavoro, promesse di sviluppo e attenzione alle esigenze ambientali”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 23/01/1997.
    •Renzi F., “Non è nero l’oro degli Appennini”, Belpaese, 02/1997.
    •D’Antoni S., “Flora e fauna della Val d’Agri”, Belpaese, 02/1997.
    •“Le ricerche petrolifere nei parchi dell’Italia centro meridionale”, Belpaese, 02/1997.
    •Brancati M., “Petrolio in Val d’Agri Legambiente dice stop”, La Gazzetta dell’Economia, 09/02/1997.
    •Laguardia G., “Un patto per il petrolio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 16/02/1997.
    •Pistone L., “Oro nero, quanti problemi!”, La Nuova Basilicata, 02/1997.
    •“Ecco il pozzo dei record”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 02/1997.
    •“I Verdi chiedono stop immediato a ricerca ed estrazione di petrolio”, La Gazzetta del Mezzogiorno , 26/02/1997.
    •“L’estrazione di petrolio in Val d’Agri. Il ministro Bersani… ecologista: vanno tutelate le esigenze ambientali”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 28/02/1997.
    •Laguardia G., “Petrolio, il Parco ci ripensa”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 13/03/1997.
    •Amati G.L., “E la Val d’Agri punta sul Parco per lo sviluppo autopropulsivo”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 01/04/1997.
    •“Si cerca petrolio anche nelle aree protette? Il WWF denuncia autorizzazioni… fuorilegge”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 04/1997.
    •Sergi P., “Il petrolio non fa sognare: Val d’Agri non sarà il Texas”, La Repubblica, 19/05/1997.
    •Lovoi S., “Da Castelsaraceno no al petrolio. Si opta per il Parco del Lagonegrese”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 24/05/1997.
    •Lauria A., “In attesa dello sviluppo si cercano altri pozzi”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 30/05/1997.
    •“Armento non vuole la discarica dell’oro nero?”, Corriere del giorno, 30/05/1997.
    •“Nel 2001 l’oro nero sarà un fiume”, Corriere del giorno, 06/06/1997.
    •Giglio A., “Piano Agip, facciamo i conti”, Corriere del giorno, 07/06/1997.
    •“Solo disagi per il petrolio Val d’Agri contro Agip”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 09/06/1997.
    •“Val d’Agri: petrolio, disoccupazione e sviluppo i nodi da sciogliere”, Corriere del giorno, 19/06/1997.
    •“Settemila barili al giorno”, La Gazzetta dell’Economia, 13/07/1997.
    •Brancati M., “Val d’Agri, al petrolio è preferibile il Parco?”, La Gazzetta dell’Economia, 13/07/1997.
    •“Petrolio nero e verde”, Direparchi, 08/1997.
    •“E intanto invecchiano Val d’Agri e Delta po”, Direparchi, 09/1997.
    •Simonetti P., “Petrolio in Val d’Agri, no di RC ai nuovi quattro pozzi dell’Agip”, Corriere del Giorno, 13/09/1997.
    •“Parco Val d’Agri, summit fra sindaci e Comunità Montane”, Corriere del giorno, 14/09/1997.
    •Inciso A., “Val d’Agri piegata da usura e droga”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 14/09/1997.
    •“Vertenza petrolio proposta ai sindaci”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 14/09/1997.
    •Grasso N., “In Basilicata la corsa al petrolio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 15/09/1997.
    •“Sono quattro le società del business”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 15/09/1997.
    •“Enel e Petrolio: confrontiamoci con Bersani, invita l’on. Lettieri”, Corriere del giorno, 20/09/1997.
    •De Vita G., “Parco no, sviluppo sì”, Corriere del giorno, 24/09/1997.
    •D’Alessandro R., “Parco-petrolio, c’è chi sceglie la convivenza”, Corriere del giorno, 26/09/1997.
    •D’Alessandro R., “Laurenzana: proposta di perimetrazione nel Parco della Val d’Agri”, Corriere del giorno, 27/09/1997.
    •Marchionna G., “Villa d’Agri, sì al petrolio senza rinunciare al Parco”, Corriere del giorno, 27/09/1997.
    •“Il petrolio non passi sulle teste dei lucani”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 27/09/1997.
    •“Aree protette: Pandolfi conferma la scelta dello sviluppo integrato”, Corriere del giorno, 30/09/1997.
    •Marcosano E., “Gorgoglione: non solo petrolio. Un progetto per l’energia eolica”, Corriere del giorno, 30/09/1997.
    •Laguardia G., “Petrolio, scene da un’apocalisse”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 30/09/1997.
    •“100 miliardi per il 1998”, Direparchi, 10/1997.
    •“Guardia Perticara: raccolta di firme contro la discarica di scorie petrolifere”, Corriere del giorno, 03/10/1997.
    •Grasso N., “Petrolio e affari: ma perché a noi solo le briciole?”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 03/10/1997.
    •Coviello R., “La risorsa-ambiente. Una strategia per lo sviluppo”, La Gazzetta dell’Economia, 26/10/1997.
    •Brancati M., “Petrolio, alla Basilicata solo 22 miliardi all’anno”, La Gazzetta dell’Economia, 09/11/1997.
    •Laguardia G., “Petrolio, le acque profonde a rischio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 06/12/1997.
    •Laguardia G., “Petrolio, la paura scende in piazza”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 10/12/1997.
    •Brancati M., “In Val d’Agri bloccate le trivelle dell’Agip”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 14/12/1997.
    •Laguardia G., “Il Parco, chi l’ha visto?”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 23/12/1997.
    •Laguardia G., “La storia nasce nel 1988”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 23/12/1997.
    •Laguardia G., “Area protetta senza sponsor”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 23/12/1997.
    •Laguardia G., “I tesori nascosti della natura”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 23/12/1997.
    •Laguardia G., “Quanto rende il business verde”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 23/12/1997.
    •De Leo G., “Il futuro della valle non è nel petrolio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 23/12/1997.
    •Ierace L., “In volo sull’oleodotto che verrà”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 21/01/1998.
    •Ierace L., “Chilometri di tubi tra fiumi e alberi”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 21/01/1998.
    •Laguardia G., “Trivellazioni: e se fossero tutte illegittime?”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 21/01/1998.
    •Laguardia G., “Centro oli il WWF chiede più garanzie”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 21/01/1998.
    •Gonnella M., “Petrolio e Parco? Sono compatibili”, Corriere del giorno, 27/02/1998.
    •“Qualcosa si muove a livello centrale. Pronto un disegno di legge”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 05/04/1998.
    •“I parlamentari lucani dell’Ulivo da Prodi. Faccia a faccia di un’ora ieri sul petrolio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 30/04/1998.
    •“Estrazione petrolifera, stasera il provvedimento di sospensione”, Corriere del giorno, 30/04/1998.
    •Laguardia G., “Questo Parco si farà. Forse”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 05/04/1998.
    •“Petrolio: la Regione sollecita ad approvare la pdl dell’Anci”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 07/05/1998.
    •Sachs W., “Da Kyoto alla Val d’Agri”, Il manifesto, 09/05/1998.
    •Stasio D., “In Cassazione è ormai alta tensione per il verdetto delle sezioni unite sul 513”, Il Sole 24 Ore, 22/05/1998.
    •“Eni, dividendo ’97 a 280 lire”, ItaliaOggi, 22/05/1998.
    •Laguardia G., “La mappa. I pozzi dell’ovest”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 18/06/1998.
    •Sammartino M., “Le richieste lucane”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 18/06/1998.
    •Sammartino M., “La Val d’Agri come l’Irak”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 18/06/1998.
    •“Sul petrolio è impreparata la classe politica regionale”, La Nuova Basilicata, 14/07/1998.
    •“Petrolio in Val d’Agri. Uno Scambio equo e solidale con l’Accordo di programma fra Regione, Eni e Governo”, PDS regione notizie, 20/07/1998.
    •“Ronchi: a ottobre il Parco del Lagonegrese – Val d’Agri”, La Nuova Basilicata, 31/07/1998.
    •Calza A., “Petrolio, finalmente il lavoro”, La Nuova Basilicata, 02/09/1998.
    •Oliveto A., “Petrolio, l’affare si farà”, La Nuova Basilicata, 18/09/1998.
    •“Petrolio, l’intesa Governo-Regione entro fine mese. Lo Stato cederà alla Basilicata la sua parte di roialty”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 09/1998.
    •Rivelli G., “Un libro-inchiesta di Pasquale Persico. Viaggio nella Val d’Agri andando alla ricerca dello sviluppo mancato”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 10/1998.
    •Formicola C., “Il pozzo sulla grande valle”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 10/10/1998.
    •“L’accordo è debole e scontato”, La Nuova Basilicata, 20/11/1998.
    •“Si apre un nuovo capitolo dello sviluppo”, La Nuova Basilicata, 20/11/1998.
    •“Il petrolio sotto la cittadella”, La Nuova Basilicata, 20/11/1998.
    •“I numeri del petrolio”, La Nuova Basilicata, 20/11/1998.
    •Laguardia G., “Accordo sul petrolio: pioggia di miliardi per l’ambiente”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 20/11/1998.
    •Lacorazza G., “In Val d’Agri Parco e petrolio possono abitare insieme”, La Nuova Basilicata, 21/11/1998.
    •“L’intesa sul petrolio è un punto di partenza e non di arrivo”, La Nuova Basilicata, 21/11/1998.
    •“Estrazioni petrolifere: ed ora sull’impatto ambientale deciderà il Governo lucano”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 11/1998.
    •Laguardia G., “Petrolio: è quasi firma”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 11/1998.
    •Laguardia G., “Petrolio: le trivelle alla conquista della Foresta Grancia”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 11/1998.
    •Bruno A., “Ecco i primi tecnici lucani del petrolio”, La Nuova Basilicata, 11/1998.
    •Bubbico F., “La nostra energia”, La Nuova Basilicata, 03/12/1998.
    •“Italia, maxi-risparmio sul petrolio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 16/12/1998.
    •“La miniera a cielo aperto”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 22/12/1998.
    •“Scontro sulla via del petrolio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 22/01/1999.
    •Laguardia G., “L’Eni e il super pozzo di Cerro Falcone”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 23/01/1999.
    •Laguardia G., “Chiudete i pozzi della Val d’Agri”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 27/01/1999.
    •Ragone P., “Legambiente: stop alle estrazioni petrolifere”, La Nuova Basilicata, 27/01/1999.
    •“Stop al petrolio in Val d’Agri”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 27/01/1999.
    •Calcagno N., “Il Parco Sirino – Val d’Agri? Non deve essere così esteso”, La Nuova Basilicata, 06/02/1999.
    •Ragone P., “Petrolio e parco alla resa dei conti”, La Nuova Basilicata, 04/02/1999.
    •Cudemo G., “Val d’Agri invasa dai cacciatori”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 16/02/1999.
    •Lauria A., “I soldi del petrolio utili all’ambiente”, La Nuova Basilicata, 17/02/1999.
    •Macchia V., “I misteri dell’oro nero”, La Nuova Basilicata, 19/02/1999.
    •De Noia G., “Ronchi rispetti le regole”, La Nuova Basilicata, 20/02/1999.
    •Lacorazza G., “Petrolio e ambiente nella Valle un convegno oggi a Villa d’Agri”, La Nuova Basilicata, 20/02/1999.
    •Lacorazza G., “Il caso petrolio”, La Nuova Basilicata, 21/07/1999.
    •Brancati M., “E ora scoppiamo l’energia”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 22/02/1999.
    •Di Pierro F., “Pronti per essere spesi 200 miliardi”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 25/02/1999.
    •Lacorazza G., “Un risparmio di 25mila miliardi per l’Italia da nostro petrolio”, La Nuova Basilicata, 25/02/1999.
    •“Ricchezza e disoccupazione. Contraddizione della Val d’Agri”, La Nuova Basilicata, 02/03/1999.
    •Sammartino M., “La Valle delle attese”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 03/03/1999.
    •Ragone P., “Petrolio ultimo atto”, La Nuova Basilicata, 03/03/1999.
    •Di Noia G., “Parco Val d’Agri. La parola alla Comunità Montana”, La Nuova Basilicata, 03/03/1999.
    •“Imprese nel Mezzogiorno, il ritardo c’è”, La Nuova Basilicata, 04/03/1999.
    •“Affare petrolio fra 15 giorni la firma dei contratti”, La Nuova Basilicata, 04/03/1999.
    •Lauria A., “I soldi del petrolio per recuperare i centri storici della Val d’Agri”, La Nuova Basilicata, 07/03/1999.
    •“L’UGL lucana e il petrolio in Val d’Agri”, La Nuova Basilicata, 10/03/1999.
    •“Petrolio e acqua da sfruttare per la CISL lucana”, La Nuova Basilicata, 11/03/1999.
    •“Il petrolio della Val d’Agri in mostra a Super Quark”, La Nuova Basilicata, 12/03/1999.
    •Zaccara A., “Parco Val d’Agri – Lagonegrese”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 17/03/1999.
    •“Il prezzo è basso, dimezziamolo”, L’Espresso, 18/03/1999.
    •“Il petrolio? Una beffa”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 19/03/1999.
    •“Un Parco in alto mare”, La Nuova Basilicata, 19/03/1999.
    •“Democratici. Ritardi inaccettabili”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 23/03/1999.
    •“Accordo Eni-Regione ecco i primi sei contratti”, La Nuova Basilicata, 24/03/1999.
    •Lacorazza G., “E con l’aviosuperficie crescono le prospettive della Val d’Agri”, La Nuova Basilicata, 23/03/1999.
    •Laguardia G., “Petrolio, l’accordo Eni-Regione per la Val d’Agri adesso è diventato finalmente operativo”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 24/03/1999.
    •Sammartino M., “L’operazione petrolio in Val d’Agri? L’accordo Regione-Eni va sospeso”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 28/03/1999.
    •“No all’accordo Eni-Regione”, La Nuova Basilicata, 03/04/1999.
    •Lauria A., “Royalties in Val d’Agri”, La Nuova Basilicata, 03/04/1999.
    •Pezzano R., “Un futuro grazie al petrolio?”, La Nuova Basilicata, 07/04/1999.
    •“Trasparenza sul petrolio nella nuova legge regionale”, La Nuova Basilicata, 08/04/1999.
    •Motta G., “Sì all’estrazioni di petrolio, ma rispettando l’ambiente”, La Nuova Basilicata, 09/04/1999.
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    •Sammartino M., “Petrolio, conti e proteste”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 04/06/1999.
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    •“Petrolio e sviluppo parte la scommessa”, La Nuova Basilicata, 08/06/1999.
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    •“Petrolio, il WWF vigilerà”, La Nuova Basilicata, 09/06/1999.
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    •“Oggi si firma sul petrolio della Val d’Agri”, La Nuova Basilicata, 24/06/1999.
    •Sammartino M., “Petrolio, si firma”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 24/06/1999.
    •“Petrolio, firmata l’intesa”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 25/06/1999.
    •“Questo il patto stretto con il Governo”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 25/06/1999.
    •Masino L., “Conoscere la Val d’Agri, riparte il progetto”, La Nuova Basilicata, 04/07/1999.
    •“Petrolio lucano, non è in rete”, La Nuova Basilicata, 06/07/1999.
    •“Più informazione sul petrolio”, La Nuova Basilicata, 07/07/1999.
    •“Eni-Regione, che novità?”, La Nuova Basilicata, 08/07/1999.
    •Lauria A., “Petrolio, a quando i soldi?”, La Nuova Basilicata, 15/07/1999.
    •Laguardia G., “Tempa Rossa è realtà”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 22/07/1999.
    •Laguardia G., “Petrolio: ripartono le ricerche”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 22/07/1999.
    •Laguardia G., “Basilicata, mare di petrolio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 22/07/1999.
    •“Scoperto altro petrolio”, La Nuova Basilicata, 22/07/1999.
    •“Già dai prossimi giorni i primi rilievi sul terreno”, La Nuova Basilicata, 22/07/1999.
    •“E l’Eni perde il partner”, La Nuova Basilicata, 22/07/1999.
    •Rossano A., “La Basilicata non può sbagliare”, La Nuova Basilicata, 22/07/1999.
    •“Petrolio, un affare per l’Eni”, La Nuova Basilicata, 23/07/1999.
    •Masino L., “Villa d’Agri per il turismo”, La Nuova Basilicata, 27/07/1999.
    •Lacorazza G., “I primi assunti grazie al petrolio”, La Nuova Basilicata, 28/07/1999.
    •“I ritardi del Parco Val d’Agri”, La Nuova Basilicata, 29/07/1999.
    •“Petrolio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 29/07/1999.
    •“Petrolio, le comunità chiedono compensazioni”, La Nuova Basilicata, 29/07/1999.
    •Persico P., “Val d’Agri, petrolio e formaggi”, La Nuova Basilicata, 31/07/1999.
    •“Sindacati e petrolio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 31/07/1999.
    •Ragone P., “Petrolio, ecco quanto vale”, La Nuova Basilicata, 31/07/1999.
    •“Un grande affare da mille miliardi”, La Nuova Basilicata, 31/07/1999.
    •Viti V., “Petrolio il progetto globale”, La Nuova Basilicata, 01/08/1999.
    •Brancati M., “Il Parco è meglio del petrolio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 01/08/1999.
    •Brancati M., “Fondi europei, ma non solo”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 01/08/1999.
    •Brancati M., “Il mondo agricolo lucano sposa la causa”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 01/08/1999.
    •“La perimetrazione 33 comuni e 140mila ettari”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 01/08/1999.
    •“Una vegetazione ricca e varia”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 01/08/1999.
    •“Uccelli rapaci, lupi, gatti selvatici e cinghiali”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 01/08/1999.
    •“Non solo petrolio”, La Nuova Basilicata, 01/08/1999.
    •Brancati M., “Parco dimenticato, perimetrare subito”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 03/08/1999.
    •“Nella Val d’Agri un Parco dimenticato”, La Nuova Basilicata, 03/08/1999.
    •“Petrolio, ad Abriola solo i danni?”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 11/08/1999.
    •Ierace L., “Quando il petrolio fa rumore”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 12/08/1999.
    •Lacorazza G., “Val d’Agri, verso i nuovi pozzi”, La Nuova Basilicata, 12/08/1999.
    •Sammartino M., “Il turismo montano cresce ovunque, ma non in Basilicata. Legambiente: stiamo scontando l’effetto-petrolio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 15/08/1999.
    •Brancati M., “Estrazioni petrolifere e possibili danni ambientali”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 15/08/1999.
    •“Petrolio e sviluppo, includete Abriola”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 26/08/1999.
    •Vespe F., “Petrolio dai pozzi al forum”, La Nuova Basilicata, 31/08/1999.
    •Farina G., “I comuni della Val d’Agri rilanciano il Parco”, La Nuova Basilicata, 01/09/1999.
    •Lacorazza G., “Montemurro tra natura e cultura”, La Nuova Basilicata, 01/09/1999.
    •Laguardia G., “Niente royalti per Abriola”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 05/09/1999.
    •Sammartino M., “Il Parco Naturale Val d’Agri – Lagonegrese va collegato con quelli di Cilento e Pollino”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 06/09/1999.
    •Zaccara A., “Ma Lauria non si esprime”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 06/09/1999.
    •Laguardia G., “Il Parco dai confini roventi”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 08/09/1999.
    •Nigro R., “Questione Parco della Val d’Agri – Lagonegrese”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 08/09/1999.
    •Mascellaro M., “Oleodotto, c’è solo il sì lucano”, La Nuova Basilicata, 08/09/1999.
    •Laguardia G., “Petroli: via libera all’oleodotto”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 08/09/1999.
    •Laguardia G., “E intanto le ricerche continuano”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 08/09/1999.
    •Mascellaro M., “Oleodotto, parla il Ministro”, La Nuova Basilicata, 09/09/1999.
    •“Lungo 136 chilometri sarà tutto interrato”, La Nuova Basilicata, 09/09/1999.
    •Perciante P., “Sul Parco la gente ha già detto no”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 09/09/1999.
    •“Non costruite quell’oleodotto”, La Nuova Basilicata, 10/09/1999.
    •“Parco della Val d’Agri: Tramutola non decide”, La Nuova Basilicata, 14/09/1999.
    •Petrocelli V., “Prc, Parco Val d’Agri occasione di sviluppo”, La Nuova Basilicata, 14/09/1999.
    •“E Tramutola ancora non si pronuncia”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 14/09/1999.
    •Laguardia G., “Val d’Agri. Allarghiamo il Parco”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 15/09/1999.
    •“La cerniera dell’Area Sud”, La Nuova Basilicata, 17/09/1999.
    •“Cent’anni di perforazioni nelle Valli del Sauro e Agri”, La Nuova Basilicata, 17/09/1999.
    •“I confini comprendono 44 comuni e 4 province”, La Nuova Basilicata, 17/09/1999.
    •“Mosaico della vegetazione”, La Nuova Basilicata, 17/09/1999.
    •“Laveglia, un Parco così: grazie non ci interessa!”, La Nuova Basilicata, 17/09/1999.
    •“Val d’Agri – Lagonegrese parco insidiato dal petrolio”, La Nuova Basilicata, 17/09/1999.
    •Laguardia G., “Marsicovetere fuori dal Parco. Questo è un vero scandalo”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 21/09/1999.
    •Laguardia G., “Ma il petrolio non è sviluppo”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 21/09/1999.
    •Laguardia G., “Cacciatori e 30 per cento”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 21/09/1999.
    •“Discordie sul parco”, La Nuova Basilicata, 21/09/1999.
    •Laguardia G., “Questo Parco Nazionale deve salvare i boschi e le acque”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 23/09/1999.
    •“S. Giuliano, proposta una riserva naturale”, La Nuova Basilicata, 23/09/1999.
    •“Lagonegrese: il Parco conviene alla gente”, La Nuova Basilicata, 24/09/1999.
    •Laguardia G., “Anche Corleto Perticara deve entrare nel Parco Nazionale della Val d’Agri”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 25/09/1999.
    •“Parco Val d’Agri attenti ai rischi”, La Nuova Basilicata, 29/09/1999.
    •“Un Parco per lo sviluppo”, La Nuova Basilicata, 30/09/1999.
    •“Oro nero e i miliardi promessi”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 02/10/1999.
    •Laguardia G., “Una cerniera verde tra il Pollino e il Vallo di Diano”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 03/10/1999.
    •Lacorazza G., “Il dolce sviluppo”, La Nuova Basilicata, 04/10/1999.
    •“Contropartita per il petrolio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 04/10/1999.
    •Laguardia G., “Petrolio: dove è finita la legge sull’informazione”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 05/10/1999.
    •Laguardia G., “Barili di greggio e guerra tra poveri”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 05/10/1999.
    •“I pozzi in Val d’Agri devono dare lavoro”, La Nuova Basilicata, 06/10/1999.
    •Lauria A., “Il Parco è in cerca di confini”, La Nuova Basilicata, 06/10/1999.
    •“Acqua e petrolio senza rischi”, La Nuova Basilicata, 08/10/1999.
    •Brancati M., “Tutto il petrolio minuto per minuto”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 18/10/1999.
    •“Petrolio informazione affidata a un tabellone”, La Nuova Basilicata, 18/10/1999.
    •Sammartino M., “Il petrolio non premia i lucani”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 19/10/1999.
    •“Il WWF contro l’attività petrolifera”, La Nuova Basilicata, 21/10/1999.
    •Laguardia G., “Petrolio: le falde idriche a rischio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 21/10/1999.
    •Brancati M., “Più informazione sul petrolio da Corleto bacchettate all’Eni”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 21/10/1999.
    •“Ma che puzza quel petrolio”, La Nuova Basilicata, 22/10/1999.
    •“Petrolio e legge sui dati”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 26/10/1999.
    •“Obbligo di pagelle ambientali per le compagnie petrolifere”, La Nuova Basilicata, 26/10/1999.
    •“Protocollo-petrolio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 29/10/1999.
    •Oriolo N., “Parco Val d’Agri è necessaria una riflessione”, La Nuova Basilicata, 30/10/1999.
    •Laguardia G., “Petrolio: trivelle ferme a fossa cupa”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 30/10/1999.
    •Laguardia G., “E la British non raggiunge l’obiettivo”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 30/10/1999.
    •“Ricerche petrolifere sospese. Legambiente soddisfatta”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 31/10/1999.
    •Laguardia G., “Nel Parco della Val d’Agri – Lagonegrese laboratorio dello sviluppo sostenibile”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 31/10/1999.
    •Savino A., “Eni e Regione disegnano il futuro”, La Nuova Basilicata, 10/11/1999.
    •“Ecco come si articolerà il progetto-concorso”, La Nuova Basilicata, 10/11/1999.
    •“Far West in Val d’Agri”, La Nuova Basilicata, 11/11/1999.
    •“Val d’Agri e petrolio il WWF bacchetta il Ministro Edo Ronchi”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 11/11/1999.
    •Laguardia G., “Il Parco della Val d’Agri non può attendere”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 25/11/1999.
    •Querci M., “L’altro destino di una terra verde”, Grazia, 11/1999.
    •Carpi U., “Val d’Agri, risorsa per il Paese”, La Nuova Basilicata, 26/11/1999.
    •Inciso A., “Quintali di greggio sulla Val d’Agri”, La Gazzetta del Mezzogiorno”, 22/01/2000.
    •Laguardia G., “Uno scontro annunciato”, La Gazzetta del Mezzogiorno”, 22/01/2000.
    •Laguardia G., “Quei bisonti in viaggio su strade lillipuziane”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 23/01/2000.
    •“Incidente in Val d’Agri, aperta un’inchiesta”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 23/01/2000.
    •“L’autocisterna scuote la natura”, La Nuova Basilicata, 23/01/2000.
    •“Rischi da petrolio: un piano”, La Nuova Basilicata, 24/01/2000.
    •“Petrolio, incontro di sindaci”, La Nuova Basilicata, 09/02/2000.
    •Lacorazza G., “Soluzioni per le strade del petrolio” La Nuova Basilicata, 21/02/2000.
    •Lauria A., “Petrolio e lavoro, i sindaci protestano”, La Nuova Basilicata, 23/02/2000.
    •“L’Eni/Agip è latitante”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 24/02/2000.
    •“Petrolio minaccia il fiume”, La Nuova Basilicata, 26/02/2000.
    •Pezzano R., “Petrolio disperso lungo il fiume”, La Nuova Basilicata, 26/02/2000.
    •Garramone A., “Sempre più dannose le estrazioni in zona”, La Nuova Basilicata, 26/02/2000.
    •“Taddei: situazione anomala per le estrazioni a Corleto”, La Nuova Basilicata, 26/02/2000.
    •Laguardia G., “Le autobotti fuori da Calvello”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 26/02/2000.
    •Laguardia G., “Petrolio: troppi incidenti sulle nostre strade”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 27/02/2000.
    •Pezzano R., “Il sindaco: ripulite quell’acqua”, La Nuova Basilicata, 27/02/2000.
    •“Il Comitato vuole lo shuttle”, La Nuova Basilicata, 27/02/2000.
    •Inciso A., “Greggio versato a Viggiano, inquinata una sorgente”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 29/02/2000.
    •Inciso A., “E.N.I.: nessuna responsabilità”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 29/02/2000.
    •“A Calvello chiesto il parco”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 29/02/2000.
    •Laguardia G., “Un’autocisterna finisce nel letto del fiume Agri”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 01/03/2000.
    •Melfi N., “Si ribalta un’altra autocisterna”, La Nuova Basilicata, 01/03/2000.
    •“Petrolio, un ecodisastro”, La Nuova Basilicata, 01/03/2000.
    •Laguardia G., “Petrolio: troppi rischi”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 02/03/2000.
    •“Statale chiusa per petrolio”, La Nuova Basilicata, 02/03/2000.
    •“Legambiente: alt alle estrazioni”, La Nuova Basilciata, 02/03/2000.
    •“WWF: il territorio aggrdito solo per interessi economici”, La Nuova Basilicata, 02/03/2000.
    •“L’eco-allarme del WWF”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 03/03/2000.
    •“Gli obiettivi dell’accordo di programma”, La Nuova Basilicata, 03/03/2000.
    •“Petrolio, questione Agip”, La Nuova Basilicata, 03/03/2000.
    •Garramone A., “WWF, decalogo per i politici contro l’estrazione selvaggia”, La Nuova Basilicata, 03/03/2000.
    •“Riaperta la Fondo Val d’Agri”, La Nuova Basilicata, 04/03/2004.
    •Laguardia G., “Petrolio: proseguono i controlli ambientali”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 04/03/2000.
    •“Petrolio, richiesta di danni”, La Nuova Basilciata, 05/03/2000.
    •“Misanello, stop all’oleodotto”, La Nuova Basilicata, 05/03/2000.
    •“Viggiano petrolio disperso ancora presente nei campi”, La Nuova Basilcata, 05/03/2000.
    •“Petrolio: nuovi bandi con i soldi delle royalty”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 07/03/2000.
    •Lauria A., “Bisonti sulle strade del petrolio”, La Nuova Basilicata, 08/03/2000.
    •Laguardia G., “Effetto Basilicata sul caro-carburanti”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 09/03/2000.
    •”Petrolio, vigilanza ambientale”, La Nuova Basilicata, 09/03/2000.
    •Savino A., “Un vertice sui tir del greggio”, La Nuova Basilicata, 10/03/2000.
    •“Solo l’oleodotto potrà eliminare gli incidenti”, La Nuova Basilicata, 10/03/2000.
    •“Polemiche sui tir del petrolio”, La Nuova Basilicata, 17/03/2000.
    •Brancati M., “Calvello e la lite sulle autocisterne cariche di greggio”, 18/03/2000.
    •“Petrolio, Abriola chiede lavoro”, La Nuova Basilicata, 19/03/2000.
    “Nuovi bandi per le royalty”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 23/03/2000.
    •“Petrolio, entro il 20 aprile i bandi per la Val d’Agri. Riguardano ampliamento e rilancio delle attività”, La Nuova Basilicata, 26/03/2000.
    •“In Val Camastra i pozzi pieni di materiale tossico?”, La Nuova Basilicata, 28/03/2000.
    •Nava M.L., “Petrolio, archeologia a rischio”, La Nuova Basilicata, 30/03/2000.
    •Vincenzi G., “Il 9 aprile sarà la giornata mondiale per la salvaguardia della Terra”, Vita in campagna, 04/2000.
    •“Sì a 4 nuovi pozzi, è scoppiata la bufera”, DireParchi, 04/2000.
    •Sangerardi N., “Valbasento, inchiesta difficile”, La Nuova Basilicata, 04/04/2000.
    •“Carovana verde in Val d’Agri”, La Nuova Basilicata, 07/04/2000.
    •“A Viggiano 500 persone per dire no al petrolio”, La Nuova Basilicata, 10/04/2000.
    •“Per uno sviluppo senza petrolio. Corteo al Centro Oli di Viggiano”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 11/04/2000.
    •“Val d’Agri: ambientalisti in campo”, La Nuova Basilicata, 12/04/2000.
    •“Incidente tra autocisterne in Val d’Agri. Consegnata la consulenza tecnica”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 14/04/2000.
    •Lauria A., “Europrogetto per la Val d’Agri”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 15/04/2000.
    •Rivelli G., “Viaggio nella Val d’Agri andando alla ricerca dello sviluppo mancato”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 17/04/2000.
    •“E il fiume di petrolio fa tutti un po’ più ricchi”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 27/04/2000.
    •“Petrolio, la Cisl e Shiumberger”, La Nuova Basilicata, 27/04/2000.
    •“WWF. Val d’Agri, parco a rischio”, La Nuova Basilicata, 02/05/2000.
    •Lauria A., “Petrolio, i primi licenziamenti”, La Nuova Basilicata, 06/05/2000.
    •De Leo G., “La ricetta di Legambiente. Ecco come Bubbico deve governare”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 14/05/2000.
    •De Leo G., “Natura cosa resta da fare”, La Nuova Basilicata, 14/05/2000.
    •Luisi A., “Grido d’allarme della Val d’Agri. Dove sono le ricadute del patrolio?”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 15/05/2000.
    •“Documento WWF al ministro Bordon. Presto il Parco nella Valle dell’Agri”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 16/05/2000.
    •“Delegazione WWF incontra ministro Bordon”, La Nuova Basilicata, 16/05/2000.
    •Lacorazza G., “Comitato fra comuni”, La Nuova Basilicata, 24/05/2000.
    •“Progetto petrolio sotto esame. Verifica dell’intesa con E.N.I.”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 26/05/2000.
    •Mastrangelo M., “Moliterno, Cgil scettica sul petrolio”, La Nuova Basilicata, 26/05/2000.
    •“C’è oro nero anche a Pomarico?”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 03/06/2000.
    •Epifanio G., “Petrolio e ambiente, tutti i rischi di una scelta difficile”, La Nuova Basilicata, 07/06/2000.
    •“Petrolio, critiche ecologiste all’E.N.I.”, La Nuova Basilicata, La Gazzetta del Mezzogiorno, 08/06/2000.
    •“Regione. Ambiente e petrolio tavola rotonda con l’E.N.I. Agip”, La Nuova Basilicata, 09/06/2000.
    •Laguardia G., “Petrolio ed ambiente: più informazioene vigilanza”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 10/06/2000.
    •“Blasi di Forza Italia: attenti alla gestione”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 10/06/2000.
    •“Petrolio, le strategie dell’E.N.I.”, La Nuova Basilicata, 10/06/2000.
    •Brancati M., “Val d’Agri da proteggere”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 18/06/2000.
    •“Petrolio, questione sicurezza”, La Nuova Basilicata, 18/06/2000.
    •“Turismo, arrivano gli americani”, La Nuova Basilicata, 28/06/2000.
    •“Accordi sul petrolio in Val d’Agri. Importante verifica col ministro Letta”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 02/07/2000.
    •“Per il monitoraggio. Protocollo per la Val d’Agri”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 05/07/2000.
    •“Val d’Agri, verde sotto tutela”, La Nuova Basilicata, 05/07/2000
    •Lettieri M., “Petrolio, tutto il potere alla regione”, La Nuova Basilicata, 06/07/2000.
    •Laguardia G., “Via il petrolio dalla nostra valle”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 08/07/2000.
    •“Ma nell’area dell’Agri non c’è sviluppo”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 08/07/2000.
    •“Lucani, grazie per il petrolio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 09/07/2000.
    •“Il petrolio lucano? Strategico”, La Nuova Basilicata, 03/07/2000.
    •“Estrazioni resta il problema dei proprietari dei terreni”, La Nuova Basilicata, 03/07/2000.
    •Romeo E., “Petrolio, una verifica dell’accordo”, La Nuova Basilicata, 11/07/2000.
    •“Petrolio, il punto sul patto”, La Nuova Basilicata, 12/07/2000.
    •Sammartino M., “Petrolio: le estrazioni vanno, lo sviluppo ancora no”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 17/07/2000.
    •Sammartino M., “Ecco tutti gli impegni di Governo, E.N.I., Regione”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 17/07/2000.
    •“Camastra, in difesa del territorio”, La Nuova Basilicata, 18/07/2000.
    •Mancusi A. L., “E.N.I., così si fa confusione”, La Nuova Basilicata, 18/08/2000.
    •“Faccio fronte comune per gestire il petrolio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 18/08/2000.
    •“Petrolio, discussione in aula”, La Nuova Basilicata, 18/08/2000.
    •“Patti e contratti dell’area. Critica l’analisi della Cgil”, La Nuova Basilicata, 18/07/2000.
    •“Le proposte del gruppo di An sull’oro nero”, La Nuova Basilicata, 18/07/2000.
    •Sammartino M., “La terra del petrolio va…”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 19/07/2000.
    •Sammartino M., “Tutti gli accordi da attuare”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 19/07/2000.
    •“Petrolio, appello per la verifica”, La Nuova Basilicata, 19/07/2000.
    •“Petrolio, i dubbi di Chiriaco sull’accordo E.N.I.-Regione”, La Nuova Basilicata, 20/07/2000.
    •“Petrolio, allarme per i rilievi”, La Nuova Basilicata, 21/07/2000.
    •“Tecnoparco, momento difficile”, La Nuova Basilicata, 25/07/2000.
    •“Petrolio, a De Filippo la competenza del settore”, La Nuova Basilicata, 27/07/2000.
    •“E il fiume di petrolio fa tutti un po’ più ricchi”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 27/07/2000.
    •“Val d’Agri, Mignone: Allarme per gli scavi”, La Nuova Basilicata, 28/07/2000.
    •“Petrolio, penale più salata”, La Nuova Basilicata, 29/07/2000.
    •Brancati M., “Difenderò la mia terra”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 29/07/2000.
    •“Nel Potentino il petrolio illuminerà i monumenti”, La Nuova Basilicata, 02/08/2000.
    •“Petrolio, le royalties del 2000”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 04/08/2000.
    •“Petrolio, la rivolta”, La Nuova Basilicata, 04/08/2000.
    •“Il petrolio darà alla Basilicata 3 miliardi e 140 milioni di lire”, La Nuova Basilicata, 04/08/2000.
    •“Abetina, il goveno regionale difende l’E.N.I.”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 05/08/2000.
    •“Lo scontro sul petrolio”, La Nuova Basilicata, 05/08/2000.
    •“Battaglia aperta sul petrolio”, La Nuova Basilicata, 05/08/2000.
    •“Petrolio, i Ds strigliano l’E.N.I.”, La Nuova Basilicata, 06/08/2000.
    •“Fermate gli uomini dell’E.N.I.”, La Nuova Basilicata, 06/08/2000.
    •“E in consiglio si parla di nuovi padroni. Una nota del gruppo Insieme con Di Pietro”, La Nuova Basilicata, 06/08/2000.
    •“Alt ai lavori nell’Abetina, ordina il sindaco martoccia”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 07/08/2000.
    •Pezzano R., “Petrolio, Laurenzana blocca l’E.N.I.”, La Nuova Basilicata, 07/08/2000.
    •Pezzano R., “Trecento ettari di abeti bianchi”, La Nuova Basilicata, 07/08/2000.
    •Laguardia G., “Petrolio: via le trivelle dall’Abetina”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 08/08/2000.
    •“Tutti dalla parte degli alberi”, La Nuova Basilicata, 08/08/2000.
    •“Abetina, battaglia contro l’E.N.I.”, La Nuova Basilicata, 08/08/2000.
    •“L’Opal chiede trasparenza sulle estrazioni di greggio”, La Nuova Basilicata, 08/08/2000.
    •“Val d’Agri; Ministero Ambiente, sì a quattro pozzi”, Ansa, 10/08/2000.
    •“Val d’Agri, sì di Bordon a 4 pozzi petroliferi”, Il sole 24 ore, 11/08/2000.
    •“Petrolio, il ministro dà il via libero a quattro nuovi pozzi. Caso Abetina: la Regione Valuterà l’impatto ambientale”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 11/08/2000.
    •“Prosegue l’invasione dell’E.N.I.”, La Nuova Basilicata, 11/08/2000.
    •“Legambiente e Enea insieme”, La Nuova Basilicata, 11/08/2000.
    •“Petrolio, quattro nuovi pozzi”, La Nuova Basilicata, 11/08/2000.
    •“Abetina, sarà la Regione a valutare i danni di scavo per gli idrocarburi”, La Nuova Basilicata, 11/08/2000.
    •“Legambiente: altri 3 pozzi petroliferi in Val d’Agri? Noi lo denunciamo all’Ue”, Lucania, 12/08/2000.
    •Savino A., “Petrolio, denuncia per l’Italia”, La Nuova Basilicata, 12/08/2000.
    •“Dopo la proposta dell’E.N.I. un vespaio di polemiche”, La Nuova Basilicata, 12/08/2000.
    •Grasso N., “L’assessore Nigro spara sull’E.N.I.”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 15/08/2000.
    •Nigro C., “L’E.N.I. contro l’agricoltura”, La Nuova Basilicata, 15/08/2000.
    •Laguardia G., “Via l’E.N.I. dalla nostra valle”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 15/08/2000.
    •Laguardia G., “Ma questo petrolio è un bluff”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 17/08/2000.
    •“Ambientalisti: sì ai nuovi accordi”, La Nuova Basilicata, 17/08/2000.
    •“Il Polo d’accordo con Nigro. Ma doveva farlo prima”, La Nuova Basilicata, 17/08/2000.
    •Giordano L., “La vertenza-petrolio al di fuori dei campanili”, La Nuova Basilicata, 17/08/2000.
    •“Lucania rock e ambiente. È polemica contro l’E.N.I.”, La Nuova Basilicata, 17/08/2000.
    •Rosa F., “E se ci presentiamo all’Opec”, La Nuova Basilicata, 19708/2000.
    •Zotta D., “Petrolio, a pensar male è peccato ma si azzecca”, La Nuova Basilicata, 19/08/2000.
    •“Il ministro: stop al petrolio”, La Nuova Basilicata, 19/09/2000.
    •Laguardia G., “Ambiente? Solo parole”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 19/08/2000.
    •“Petrolio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 19/09/2000.
    •“Non si perfora nell’Abetina”, La Nuova Basilicata, 20/08/2000.
    •Lacorazza P., “Un patto per i giovani”, La Nuova Basilicata, 20/08/2000.
    •“L’abete bianco un relitto dei boschi meridionali”, La Nuova Basilicata, 20/08/2000.
    •D’Amelio S., “La Basilicata ha bisogno di fatti”, La Nuova Basilicata, 20/08/2000.
    •“Ora la Val d’Agri è più appetibile”, La Nuova Basilicata, 21/09/2000.
    •“Ma il ministro è in disaccordo con se stesso”, La Nuova Basilicata, 22/09/2000.
    •“Ci sarà l’Opec nel futuro della Regione?”, La Nuova Basilicata, 22/09/2000.
    •“Il petrolio? Troppi danni”, La Nuova Basilicata, 22/09/2000.
    •Viti V., “Noi, Kuwait. Formiche e paradosso lucano”, La Nuova Basilicata, 22/09/2000.
    •“E se aderissimo all’Opec”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 22/09/2000.
    •“Occhi puntati sulla Val d’Agri: è la risorsa energetica d’Italia”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 22/09/2000.
    •“Petrolio: la Cm della Camastra boccia l’accordo”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 23/08/2000.
    •“Un bilancio con autentiche beffe”, La Nuova Basilicata, 23/08/2000.
    •“Rotondaro: il bluff petrolio”, La Nuova Basilicata, 25/08/2000.
    •Sammartino M., “Il petrolio sotto esame”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 31/08/2000.
    •“Il segretario della Cisl lucana, Nino Falotico: Parta la concertazione”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 31/08/2000.
    •Lauletta R., “Camastra Nova: bravo Nigro”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 31/08/2000.
    •“Società Tecnoparco la uil chiede un impegno all’E.N.I.”, La Gazzetta del Mezzgiorno, 02/09/2000.
    •Lorusso M., “Questione sfruttamento petrolifero”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 03/09/2000.
    •Pezzano R., “Petrolio, lesioni allarmanti”, La Nuova Basilicata, 04/09/2000.
    •Rosa F., “Petrolio su, royalties alle stelle”, La Nuova Basilicata, 08/09/2000.
    •“Marsiconuovo, un osservatorio sul petrolio”, La Nuova Basilicata, 08/09/2000.
    •Carlomagno V., “Agri: ecco la valle della storia”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 08/09/2000.
    •“Prospezioni petrolifere polemiche per le assunzioni”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 09/09/2000.
    •“Calvello, giornata di studio sulle estrazioni petrolifere”, La Nuova Basilicata, 10/09/2000.
    •“Legambiente: una chimera il parco della Val d’Agri”, La Nuova Basilicata, 10/09/2000.
    •Nigro R., “Petrolio? Noi non lo vogliamo”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 12/09/2000.
    •“Un grido d’allarme sul petrolio”, La Nuova Basilicata, 12/09/2000.
    •“Al politico contestato tolgono anche la parola”, La Nuova Basilicata, 12/09/2000.
    •“Un risarcimento per i danni subiti”, La Nuova Basilicata, 12/09/2000.
    •Sammartino M., “Ambientalisti contro l’E.N.I.”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 13/09/2000.
    •Nigro R., “Se non si vieta il transito ai bisonti non c’è sicurezza”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 13/09/2000.
    •“Tutti i precedenti”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 13/09/2000.
    •Brancati M., “Le strade nere del petrolio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 13/09/2000.
    •Romeo E., “È in coma per l’oro”, La Nuova Basilicata, 13/09/2000.
    •“Legambiente: per adesso sospendiamo le estrazioni”, La Nuova Basilicata, 13/09/2000.
    •“Un lungo elenco di precedenti”, La Nuova Basilicata, 13/09/2000.
    •“Opal: la stampa è filopetrolifera”, La Nuova Basilicata, 13/09/2000.
    •Savino A., “Il difficile dilemma dell’oleodotto”, La Nuova Basilicata, 13/09/2000.
    •“Petruzzi: subito la condotta per il trasporto di greggio”, La Nuova Basilicata, 13/09/2000.
    •“La peste nera continua a combinare guai”, La Nuova Basilicata, 13/09/2000.
    •“Gli effetti dell’occupazione coloniale dell’E.N.I.”, La Nuova Basilicata, 13/09/2000.
    •“Consiglio regionale. Mollica (Verdi): urge convocazione”, La Nuova Basilicata, 13/09/2000.
    •Nigro R., “Il petrolio ora fa paura”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 14/09/2000.
    •Brancati M., “Bisogna bloccare le estrazioni petrolifere”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 14/09/2000.
    •“Ambiente, greggio e accuse”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 14/09/2000.
    •“Petrolio, un piano contro i rischi”, La Nuova Basilicata, 14/09/2000.
    •“Serve un progetto di tutela”, La Nuova Basilicata, 14/09/2000.
    •“Il WWF attiva un servizio informazione per i danni del petrolio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 16/09/2000.
    •Di Rienzo R., “Benvenuti nella Lucania Saudita”, L’Espresso, 16/09/2000.
    •Lauria A., “Parlano i camionisti del petrolio”, La Nuova Basilicata, 16/09/2000.
    •“Petrolio, a Potenza un ufficio del WWF”, La Nuova Basilicata, 16/09/2000.
    •“Far luce sul partito del petrolio”, La Nuova Basilicata, 16/09/2000.
    •“Si ribalta un’autocisterna. Per fortuna non c’era greggio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 17/09/2000.
    •“Un Consiglio aperto sul petrolio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 17/09/2000.
    •“Fondo val d’Agri. Esce di strada un’altra autocisterna”, La Nuova Basilicata, 17/09/2000.
    •“Petrolio”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 19/09/2000.
    •“Il ministro: stop al petrolio”, La Nuova Basilicata, 19/09/2000.
    •“Petrolio-verde, ecco 11 miliardi”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 20/09/2000.
    •“Ma il fiume di oro nero fa davvero tutti più ricchi?”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 20/09/2000.
    •“Forestazione, Bubbico lancia la sfida”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 20/09/2000.
    •“I sindaci del Melandro pressano sul Parco Val d’Agri”, La Nuova Basilicata, 20/09/2001.
    •“Ora la Val d’Agri è più appetibile”, La Nuova Basilicata, 21/09/2000.
    •“Il petrolio? troppi danni”, La Nuova Basilicata, 22/09/2000.
    •“E per Blasi e Mancusi l’ambiente prima di tutto”, La Nuova Basilicata, 22/09/2000.
    •Sammartino M., “E se aderissimo all’Opec?”, La Gazzetta dl Mezzogiorno, 22/09/2000.
    •“Occhi puntati sulla val d’Agri: è la risorsa energetica d’Italia”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 22/09/2000.
    •“Ma il ministro è in disaccordo con se stesso”, La Nuova Basilicata, 22/09/2000.
    •“Ci sarà l’Opec nel futuro della Regione?”, La Nuova Basilicata, 22/09/2000.
    •“Camastra Nova spara a zero”, La Nuova Basilicata, 26/09/2000.
    •“Blasi (Fi): uno scenario grottesco e preoccupante”, La Nuova Basilicata, 26/09/2000.
    •“Rifondazione: accordo finora inapplicato”, La Nuova Basilicata, 26/09/2000.
    •“Opal soddisfatta per l’intervento di Pecoraro”, La Nuova Basilicata, 26/09/2000.
    •“La crociata del circolo gramsci contro l’E.N.I.”, La Nuova Basilicata, 28/09/2000.
    •Lauria A., “Petrolio, arrivano nuove risorse”, La Nuova Basilicata, 28/09/2000.
    •Laguardia G., “Un esposto anti-trivelle”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 29/09/2000.
    •“Euroricorso contro il petrolio”, La Nuova Basilicata, 29/09/2000.
    •“Per il petrolio a Bruxells”, La Nuova Basilicata, 29/09/2000.
    •“Petrocelli (Prc): l’accordo E.N.I. inapplicato”, La Nuova Basilicata, 04/10/2000.
    •“Estrazioni, allarme per l’ambiente”, La Nuova Basilicata, 05/10/2000.
    •“Territori rurali e aree protette. Strumenti per valorizzare risorse”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 09/10/2000.
    •“Petrolio, Rc denuncia il comportamento dell’Eni”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 09/2000.
    •“Abetina, per il WWF le ricerche petrolifere sono incompatibili”, La Nuova Basilicata, 12/10/2000.
    •Laguardia G., “Allarme abetina”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 12/10/2000.
    •Selvaggi M., “C’è il petrolio anche a Pisticci? Lo cerca l’Agip”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 12/10/2000.
    •Follia E., “Sopra un mare di petrolio”, La Nuova Basilicata, 12/10/2000.
    •Laviola A., “Monitoraggi in rioni e contrade del paese”, La Nuova Basilicata, 12/10/2000.
    •“Un immenso giacimento”, La Nuova Basilicata, 12/10/2000.
    •“Nel 1998 l’accordo E.N.I. – Regione”, La Nuova Basilicata, 12/10/2000.
    •“Petrolio, per il bando Val d’Agri solo 73 le richieste ammesse”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 13/10/2000.
    •Follia E., “In Valbasento il petrolio c’è”, La Nuova Basilicata, 13/10/2000.
    •“Giannone: hanno chiesto una sola autorizzazione”, La Nuova Basilicata, 13/10/2000.
    •Laguardia G., “Petrolio: dubbi parlamentari”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 15/10/2000.
    •“Una compagnia lucana per il petrolio in Valbasento”, La Nuova Basilicata, 15/10/2000.
    •“Reportage sulla Valbasento”, La Nuova Basilicata, 16/10/2000.
    •Doria P., “Petrolio? L’E.N.I. cade dalle nuvole”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 19/10/2000.
    •Follia E., “Il petrolio è già una ricchezza”, La Nuova Basilicata, 20/10/2000.
    •“Petrolio in Valbasento per ora sono speranze”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 21/10/2000.
    •Lauria A., “Val d’Agri in attesa della linea 5”, La Nuova Basilicata, 21/10/2000.
    •“Altri pozzi nella Val d’Agri”, La Nuova Basilicata, 29/10/2000.
    •Epifanio G., “Il petrolio ci costa troppo”, La Nuova Basilicata, 29/10/2000.
    •“Petrolio: ok a nove nuovi pozzi”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 29/10/2000.
    •Viti V., “Petrolio e indignati speciali”, La Nuova Basilicata, 11/11/2000.
    •“E il fiume di petrolio fa tutti un po’ più ricchi”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 12/11/2000.
    •“Piano energetico, la proposta di Rc”, La Nuova Basilicata, 14/11/2000.
    •“L’E.N.I. lavori per l’ambiente”, La Nuova Basilicata, 16/11/2000.
    •“Sit in contro la piattaforma dell’E.N.I. a monte Garaguso”, La Nuova Basilicata, 25/10/2000.
    •“L’E.N.I. viene meno agli impegni con la Regione”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 27/11/2000.
    •“Petrolio, Martinelli chiede tutela sull’estrazione”, La Nuova Basilicata, 29/11/2000.
    •“Abriola, lo Sdi tiene viva la questione aree interne”, La Nuova Basilicata, 29/11/2000.
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    •Zaccara A., “Tutti i contro del petrolio”, La Gazzetta del Mezzogiorno , 04/03/2001.
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    •“Da tre mesi senza stipendio – la Regione Basilicata ancora non fornisce risposte alle richieste di anticipazioni dei fondi Eni 2001”, La Nuova Basilicata, 19/10/2001.
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    •Dommarco P., “Viggiano dice no!”, Lucanianet.it, 30/01/2002.
    •Mele F., “SOS Lucania si è invetata Lucanella per bevute… al sapore di greggio – Un bicchier d’acqua al petrolio? – Si parla con ironia di perforazioni e sorgenti”, La Gazzetta del Mezzogiorno, 31/01/2002.
    •Fucci V., “Non solo Val d’Agri: in passato occhi puntati su altre zone – quei pozzi fantasma nel lagonegrese – la lunga storia delle trivellazioni”, La Gazzetta del mezzogiorno, 08/02/2002.
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