La centrale del Mercure nel Parco nazionale del Pollino
Foto: La centrale a biomassa Enel, valle del Mercure // Wikipedia Commons

Il “patto di legno”

in Focus/Panorami di

L’ente Parco nazionale del Pollino, di recente, ha ricevuto da Enel 1,75 milioni di euro di royalties a seguito della sottoscrizione del secondo atto aggiuntivo di un accordo sottoscritto nel 2014. L’accordo vede da un lato Enel Produzione spa e, dall’altro, alcuni Comuni del parco, l’ente di gestione del Pollino e i sindacati Cgil, Cisl e Uil. Enel sborserà 15 milioni di euro in otto anni di funzionamento della centrale del Mercure.

La vicenda risale agli inizi del 2000. All’epoca Enel decise di convertire a biomassa l’ex centrale a carbone realizzata degli anni Sessanta, e poi convertita ad olio combustibile negli anni Ottanta. Nonostante l’istituzione del Parco nazionale del Pollino, avvenuta nel 1993, la riconversione a biomassa della centrale del Mercure ha da sempre visto contrari i cittadini della valle, i Comuni di Viggianello e Rotonda e numerose associazioni calabresi e lucane. Una centrale elettrica giudicata, da questi ultimi, incompatibile con le misure di salvaguardia del parco, inquinante e impattante. Oggi la vicenda ritorna in auge: viene nuovamente contestato il funzionamento della centrale che brucia grandi quantità di biomassa (circa 350.000 tonnellate/anno, secondo Enel), da reperirsi, come esplicitato dalla stessa società elettrica, dai boschi dell’area protetta e da quelli limitrofi che rischiano di minare l’integrità della biodiversità mettendo a rischio la salute dei residenti.
Ma al centro delle nuove prese di posizione c’è anche il cosiddetto accordo di “compensazione” sottoscritto dall’Enel nel 2014 con otto Comuni dell’area protetta, l’ente parco e le maggiori sigle sindacali, recentemente rivisitato.
Un accordo che ha già portato nelle casse del parco 1,75 milioni di euro in base alla delibera del Consiglio direttivo n.42 del 21 dicembre 2018, votata a maggioranza, ad eccezione del consigliere Ferdinando Laghi. Non risulterebbero al momento ancora erogati da Enel gli altri fondi previsti dall’accordo che in otto anni prevede un gettito di oltre 15 milioni di euro di royalties.

L’ACCORDO DI COMPENSAZIONE SULLA CENTRALE DEL MERCURE
Il 14 gennaio 2014, presso la sede del Ministero dello Sviluppo economico (Mise), le parti in causa – ad eccezione dei Comuni di Rotonda e Viggianello, da sempre fortemente contrari sia alla riattivazione della centrale sia all’accordo – hanno sottoscritto il verbale e il testo dell’accordo di compensazione. Le dodici pagine sottoscritte dai rappresentanti di Regioni Calabria e Basilicata, l’ente Parco nazionale del Pollino, Enel Produzione spa, Comuni di Laino Borgo, Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Lauria, Papasidero, Mormanno, Laino Castello, le segreterie regionali Cgil, Cisl e Uil delle due regioni – esclusi i rappresentanti del governo e dei sindacati nazionali che hanno sostenuto l’accordo – ricostruiscono nella premessa la vicenda della centrale del Mercure, secondo una visione delle parti sedutesi al tavolo del Mise.

GLI UNDICI ARTICOLI DELL’ACCORDO
Articolo 1. La finalità
«Superamento del contenzioso legale, garanzie ambientali, integrazione centrale – territorio, incentivazione imprenditoria e lavoro»
Articolo 2. Gli impegni; Articolo 3. Le iniziative
Articolo 4. Gli impegni ambientali di Enel
«Riduzione delle emissioni ambientali rispetto ai limiti vigenti annui del 20%»
La verifica di quanto enunciato nell’articolo risulta di difficile applicazione in assenza di indicazioni specifiche di metodo
Articolo 5. La costituzione dell’Osservatorio ambientale
«L’0sservatorio è costituito dai dai rappresentanti delle Regioni Basilicata e Calabria, i Comuni della Valle del Mercure e delle organizzazioni sindacali supportanti dagli uffici e agenzie ambientali delle due regioni. La Regione Basilicata con DGR n1012 ha designato in rappresentanza il presidente dell’osservatorio nominato nella persona del presidente del Parco del Pollino, Domenico Pappaterra. Mentre la Regione Calabria ha designato con DGR n.300 del 28/7/2016, Giovanni Romano. Enel si impegna ad erogare 100mila euro per otto anni per il funzionamento dell’osservatorio costituitosi in forma associativa in seguito alla stipula dell’accordo»
Articolo 6. Le iniziative nei confronti delle comunità locali
«In base ad apposite convenzioni con i comuni sottoscrittori, Enel si impegna ad erogare 1,1 milioni di euro per otto anni da erogarsi con ratei semestrali»
Articolo 7. Le iniziative per la promozione delle attività agricole e turistiche dell’area parco «Enel si impegna ad erogare per attività imprenditoriali agricole e turistiche 500 mila euro all’anno per otto anni»
Articolo 8. Le iniziative per lo sviluppo dell’occupazione e delle economie locali
«Rafforzamento occupazione presso la centrale e l’indotto nella filiera del legno, con un contributo economico pari a 750 mila euro una tantum destinato alle Regioni Calabria e Basilicata»
Articolo 9. Le iniziative specifiche nel settore dell’approvvigionamento delle biomasse «L’accordo prevede l’approvvigionamento della biomassa da filiera corta dalle regioni Calabria e Basilicata»
Articolo 10. La verifica degli impegni
«Verifiche semestrali»
Articolo 11. Efficacia
«L’accordo ha validità solo se la centrale è in funzione e viene approvata dall’Ente Parco una deroga in fase di approvazione del piano del parco che contempli la presenza della centrale» Complessivamente Enel si impegnava ad erogare per le varie iniziative previste dall’accordo 15,1 milioni di euro. Il Consiglio direttivo dell’ente Parco nazionale del Pollino, in proposito, approvava l’accordo a maggioranza (con il voto contrario del consigliere Ferdinando Laghi) con propria deliberazione n.49 del 10 novembre 2016, mentre con deliberazione presidenziale successiva n.11/2017 approvava l’atto aggiuntivo previsto dalla deliberazione n.49/2016, con la quale venivano stabilite anche le modalità di erogazione al Parco della somma maturata pari a 2,5 milioni di euro di cui la lettera c dell’articolo 5 della convenzione, ratificata dal Consiglio direttivo del Parco con propria deliberazione n.5 del 2018 (sempre con l’eccezione del consigliere Laghi). Con la recente deliberazione n.42 del 21 dicembre 2018, il Consiglio direttivo delegava il presidente del Parco alla sottoscrizione dello “schema del secondo atto aggiuntivo” tra ente Parco e Enel Produzione spa.

L’EX GOVERNO RENZI E LE COMPENSAZIONI ENERGETICHE NEI PARCHI
Al termine della scorsa legislatura, l’ex governo Renzi tentò di modificare in Parlamento, stravolgendola, la legge n.394/1991 in materia di aree protette. Una legge che molti Paesi invidiano all’Italia e che, invece, si era deciso di cambiare, introducendo nell’articolo 8 – “Modifiche all’articolo 16 della legge n.394 del 1991” – una vera e propria destabilizzazione dei parchi, sull’esempio del “patto di legno”, ovvero dell’accordo già siglato nel 2014 tra Enel e Parco nazionale del Pollino. L’articolo 8 della riforma voluta da Renzi sui parchi imponeva che i portatori di interesse potessero realizzare opere pur se incompatibili con le misure di salvaguardia nelle aree protette italiane dietro versamento “coatto” di royalties “una tantum”. Ovvero sotto forma di “compensazioni ambientali” e contributi devoluti ai parchi e agli enti locali in base ai kilowatt di energia prodotta. Un tentativo, fortunatamente fallito, solo grazie alla fine della legislatura, dopo che la Camera aveva già approvato il nuovo disegno di legge.
Per quanto riguardava le centrali a biomassa nei parchi, l’articolo 8 comma 1 quater, introdotto nel disegno di legge, recitava che «i titolari di impianti di produzione di energia elettrica alimentati con biomasse di potenza installata superiore a 50 kW, ubicati nel territorio dell’area protetta, esistenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono tenuti a versare una tantum all’ente gestore del l’area protetta, in un’unica soluzione e a titolo di concorso alle spese per il recupero ambientale e della naturalità, una somma pari, a euro 6 per ogni kW di potenza elettrica installata.»

IL RUOLO DELL’OSSERVATORIO AMBIENTALE DELLA VALLE DEL MERCURE E QUELLO DELLA FONDAZIONE “SVILUPPO SOSTENIBILE”
«Quello che interessa alla gente è di sapere se e quali siano i rischi per la salute legati alle emissioni certe di sostanze tossiche e cancerogene derivanti dalla combustione delle biomasse.»
È quanto ribadiva nel mese di luglio 2018 il Forum “Stefano Gioia” delle associazioni e comitati calabresi e lucani per la tutela della legalità e del territorio.
«[…] d’altra parte – continuava il comunicato dell’associazione – non ci si poteva aspettare nulla di diverso, considerando che il committente del cosiddetto studio era l’Osservatorio ambientale finanziato da Enel, governato da rappresentanti di enti ed Istituzioni sovvenzionati da Enel e presieduto dal presidente del Parco del Pollino, ente che da Enel riceve 500 mila euro l’anno. Per non parlare dell’altra imbarazzante situazione che vede l’Osservatorio e il Parco del Pollino condividere la stessa sede: quella del Parco a Castrovillari. Quasi plastica dimostrazione di una commistione grave e censurabile. Conflitto di interessi […] con la Fondazione di Sviluppo Sostenibile, che ha svolto lo studio, che ha incredibilmente Enel tra i Soci Fondatori […] con Edo Ronchi presidente della Fondazione […] L’unico fatto certo è che al momento della presentazione ufficiale del rapporto, Enel e Fondazione erano legate da un accordo economico, accuratamente taciuto dal relatore […]»
«Sabato scorso – sottolineava in conclusione il Forum “Stefano Gioia” – abbiamo consegnato al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, una documentazione su questa scandalosa vicenda della centrale del Mercure. Vicenda in cui la mala politica ha, noi crediamo, violato e violentato diritti ed interessi delle popolazioni della valle del Mercure e il bene comune rappresentato dal prezioso e delicato Parco del Pollino. E come la mala politica ha agito a tutela di interessi speculativi e predatori, ci aspettiamo che chi voglia cambiare strada lo dimostri concretamente e rapidamente. È tempo che legalità e giustizia ritornino anche nella valle del Mercure.»

Sostieni Terre di frontiera

Se sei arrivato fin qui è evidente che apprezzi il nostro modo di fare informazione. Ma per proseguire nel percorso intrapreso nel 2016 abbiamo bisogno di un aiuto.
Il tuo sostegno è indispensabile per continuare a realizzare inchieste sul campo, documentare e raccontare.
Le nostre inchieste si compongono di testi, immagini e video con costi importanti in tutte le fasi di produzione.

Terre di frontiera è un periodico indipendente prodotto da
giornalisti, fotografi, attivisti ed esperti di tematiche ambientali.

Terre di frontiera non riceve finanziamenti pubblici e sopravvive grazie al contributo spontaneo
dei suoi ideatori e alle donazioni dei lettori.

L’informazione libera ha bisogno del sostegno di tutti. L’informazione libera assume un ruolo importante e di responsabilità, anche e soprattutto nell’ottica di superare l’emarginazione territoriale e culturale.

Se vuoi puoi sostenere Terre di frontiera cliccando qui. Grazie!

Giornalista e sociologo. È autore di numerosi saggi e ricerche sulle tematiche naturalistiche. Ha prodotto studi sociali e ricerche storiche sui beni monumentali, il patrimonio ambientale e la loro tutela. Website: www.pandosia.org

Lascia un commento

Your email address will not be published.