Piattaforma petrolifera, Giornale della Vela
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Trivelle in Sicilia, nessuna sospensione di istanze e permessi

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La norma sul Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (Pitesai) e sulla sospensione delle istanze e dei permessi di ricerca di gas e petrolio su terra ferma non si applica alla Sicilia. «Per quanto concerne il vostro riferimento al disposto dell’articolo 11/ter della legge n.12/2019, si specifica che non vi è accenno ad una estensione di tale norma alle regioni a statuto speciale», riferisce Silvia Grandi, dirigente del ministero dello Sviluppo economico in risposta ad una richiesta del Coordinamento nazionale No Triv.

Secondo l’interpretazione data dal ministero dello Sviluppo economico dell’articolo 11/ter della legge n.12/2019, in Sicilia continuerebbe ad applicarsi le legge regionale n.14/2000, in forte odore di incostituzionalità. Durante gli ultimi quattro mesi abbiamo visto parlamentari, portavoce e consiglieri siciliani, stracciarsi le vesti in nome della difesa del territorio e dei cittadini, presentare interrogazioni e perfino ricorsi al Tar, sulla spinta delle evoluzioni dei permessi di ricerca “Fiume Tellaro” e “Case La Rocca”. Non sarebbe stato sufficiente alzare la cornetta e chiedere direttamente agli uffici del ministro e tentare una soluzione politica?
Non è forse questo il compito di chi ci rappresenta in Parlamento e nelle assemblee elettive, piuttosto che scimmiottare le associazioni ecologiste a cui non resta che ricorrere ai giudici per far sbrogliare quei nodi che la politica non riesce a sciogliere?
Ovviamente la risposta del ministero dello Sviluppo economico non ci soddisfa affatto, anche perché c’è un altro pezzo di Stato, il ministero dell’Ambiente, che ha già applicato, in terra siciliana la sospensione prevista dalla legge nazionale n.12/2019 alla procedura di Via n.3355 riguardante il permesso di ricerca di idrocarburi “Scicli”.
A dirla tutta, la risposta della dirigente Silvia Grandi dovrebbe contrariare e contraddire lo stesso ministro Stefano Patuanelli, alla luce di quanto dallo stesso affermato lo scorso 30 ottobre, nel corso dell’illustrazione delle linee programmatiche del ministero in Commissione attività produttive della Camera.
Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec) e Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (Pitesai) sono, infatti, intimamente connessi e convergono sull’obiettivo della sostenibilità del settore energetico. Il Pitesai concorre al raggiungimento degli obiettivi del Pniec. È illogico approvare un Pniec che riguarda tutto il territorio nazionale e avere al contempo un Pitesai che stralcia la posizione della Sicilia.
A questo punto dobbiamo anche immaginare che a tutto il laborioso processo di formazione ed approvazione del Pitesai non stiano prendendo parte le Regioni a Statuto Speciale. All’assenza nei “tavoli romani” di una rappresentanza degli oltre 8 mila Comuni italiani si sommerebbe ora anche la latitanza di ben 5 Regioni. La realtà ha superato di gran lunga l’immaginazione.
Lo scorso settembre alla Camera è stata depositata nel merito un’interrogazione della deputata Rossella Muroni (Liberi e Uguali) che attende urgente risposta. Gli sviluppi delle ultime ore forniscono al ministro Patuanelli, che finora non ha avuto probabilmente il tempo di fornire all’interrogante la dovuta risposta, un’opportunità irripetibile per poter porre riparo alle aporie prodotte da una legge che per fretta o per altri motivi risulta dimentica dell’unità nazionale in materia estrattiva. Di questi tempi non è poco.

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