Foto: Palazzo Filangieri // Carmine Pasquale
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Manca pochissimo, ormai, alla prima edizione del Premio Filangieri 2020. La rassegna, organizzata dall’associazione culturale Laboratorio Teatrale Lapiano, ha l’obiettivo di promuovere la diffusione della cultura della legalità su tutto il territorio interprovinciale irpino. I premiati di quest’anno sono lo scrittore antimafia Leonardo Palmisano e il procuratore aggiunto di Avellino Vincenzo D’Onofrio.

Il Palazzo Filangieri di Lapio è pronto ad accogliere gli ospiti della prima edizione del Premio Filangieri 2020, la rassegna sulla cultura della legalità organizzata dall’associazione culturale Laboratorio Teatrale Lapiano. L’evento, patrocinato dal Comune di Lapio, dalla Provincia di Avellino, dall’Ordine dei Giornalisti della Campania e dal Forum Regionale dei Giovani si svolgerà da sabato 22 febbraio a domenica 23.
«Sono molto soddisfatta e lusingata, come primo cittadino, di ospitare il Premio Filangieri. E sono molto orgogliosa che questo evento possa aver luogo nell’anno del completamento e dell’inaugurazione di un palazzo così prestigioso, così pregno di storia e di cultura, come il Palazzo Filangieri», afferma il sindaco di Lapio Maria Teresa Lepore. «La cultura, o meglio la conoscenza, ci dà gli strumenti per affrontare il presente con consapevolezza e coscienza dei valori civili. Il tema della rassegna, non a caso, è quello della cultura della legalità intesa come pilastro fondamentale della società civile sana. L’amministrazione comunale di Lapio», sottolinea, «è impegnata attivamente nella promozione di questo importantissimo principio, valido per tutti gli attori e i livelli sociali. Perché la cultura, per tutti noi, vuol dire anche abolizione ogni diseguaglianza.»

I PREMIATI DI QUEST’ANNO
Il Premio Filangieri 2020 sarà assegnato allo scrittore antimafia, Leonardo Palmisano, e al procuratore aggiunto di Avellino Vincenzo D’Onofrio.
Il dottor Vincenzo D’Onofrio è attualmente procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica di Avellino. Sotto scorta dal 1999, si è ritagliato un ruolo di primo piano nelle indagini, condotte dalla DDA di Napoli, sul “Nuovo Clan partenio 2.0”.
Leonardo Palmisano, ideatore ed organizzatore del festival nazionale Legalitria, è l’autore di numerose inchieste e saggi sulla criminalità organizzata italiana e straniera. Dal 2015 pubblica, con Fandango Editore, la trilogia dedicata ai temi del caporalato e delle metamafie: “Ghetto Italia” – con cui vince il prestigioso Premio Rosario Livatino nel 2016 – “Mafia Caporale” (2017) e “Ascia Nera” (2019).
Con “Tutto torna” (Fandango Editore – 2018), seguito nel 2019 da “Nessuno uccide la morte”, Palmisano utilizza per la prima volta la tecnica narrativa del romanzo per descrivere al lettore i meccanismi meno noti della criminalità organizzata.

IL PROGRAMMA
Sabato 22 febbraio a partire dalle 10.30 gli studenti e i giovani dei Forum potranno confrontarsi con l’ex coordinatore della DDA di Bari, Pasquale Drago, e con lo scrittore Leonardo Palmisano sui temi della conoscenza e dell’informazione per combattere la solitudine e la diffusione dell’illegalità.
Lo stesso giorno, a partire dalle ore 18.00, è previsto invece l’incontro con le istituzioni del territorio e la premiazione finale dei vincitori di questa prima edizione del Premio Filangieri.
Tra gli ospiti d’eccezione ci saranno anche l’ex coordinatore della DDA di Bari Pasquale Drago, il consigliere regionale già segretario della commissione anticamorra Vincenzo Viglione, il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli, il professor Leonardo Festa, i referenti di Libera Avellino e i massimi rappresentanti delle istituzioni locali.
Per quest’ultimo appuntamento, l’Ordine dei Giornalisti della Campania ha inoltre previsto l’assegnazione di sei crediti formativi.
Domenica 23 febbraio, infine, alle ore 19.00 Leonardo Palmisano presenterà il suo ultimo romanzo dal titolo “Nessuno uccide la morte. Mazzacani sulle tracce di Colucci” edito da Fandango Editore. In questa occasione è previsto un dibattito sulla violenza giovanile, l’uso improprio dei social e la diffusione della criminalità in quegli spazi grigi lasciati dallo spopolamento.
Durante la rassegna nelle sale del Palazzo Filangieri sarà allestita una mostra del professor Edoardo Iaccheo autore, per altro, dei premi che saranno consegnati nel corso di questa prima edizione del Premio Filangieri.
Media partner dell’iniziativa è il periodico indipendente Terre di frontiera, premiato nel 2018 con il prestigioso premio Restart Antimafia, a cura dell’associazione daSud di Roma.

Per informazioni e contatti
www.premiofilangieri.eu

Per accrediti e/o richiesta di interviste
E-mail: ufficiostampa@premiofilangieri.eu


NOTE ALLA PUBBLICAZIONE

Riportiamo di seguito le dichiarazioni della sindaca di Lapio, Maria Teresa Lepore.
«Soddisfatta e lusingata che il primo Premio Filangieri si concretizza e viene consegnato nell’anno del completamento e dell’inaugurazione di un Palazzo così prestigioso, pregnante di storia e di cultura, il Palazzo Filangieri di Lapio.
Cultura, termine oggi abusato, che sostituirei con il termine conoscenza in contrapposizione all’ignoranza, perché nella conoscenza c’è il bene e nell’ignoranza c’è il male.
Per quanto riguarda il tema di questo importante evento, la legalità, che è un forte valore simbolico, valore da tempo dimenticato e talvolta perso. Legalità intesa come valore assoluto per tutti i livelli sociali e non espressione di una “élite”, cioè di poteri di alcune classi sociali, legalità quindi contro le disuguaglianze.
Quale primo cittadino insieme a tutta l’Amministrazione Comunale siamo attivi quotidianamente con azioni concrete per garantire e per ripristinare questo importante valore.»

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