Foto: Le pale eoliche e, sullo sfondo, il Monte Vulture visto da Venosa // Vito L’Erario
Eolico in Basilicata

Grazie ad una modifica del vigente Piano di indirizzo energetico ambientale regionale (Piear) – prevista da una norma approvata di recente dal Consiglio regionale, a fine mandato e prima delle elezioni di domenica 24 marzo – la potenza nominale eolica installabile passa da 891 MW a 1.962 MW, senza limiti temporali e fino all’approvazione del nuovo Piano. Gli impatti sul territorio e l’ambiente, e l’opposizione di comunità locali e Comuni.

Alle comunità locali e ad alcuni Comuni i nuovi parchi di mega eolico in Basilicata non piacciono. Infatti, proprio in questi giorni, sono pervenute al ministero dell’Ambiente diverse osservazioni a progetti di Valutazione d’impatto ambientale, evidenziando impatti ambientali e paesaggistici giudicati significativi per un territorio fragile dal punto di vista idrogeologico e in contrasto con le vocazioni economiche penalizzate dalla costruzione dei nuovi parchi eolici e dalle opere connesse.
Nonostante questo, il business delle rinnovabili industriali in Basilicata non si ferma. A correre in soccorso della lobby eolica è il Consiglio regionale che, nell’ultima seduta utile della consiliatura – e prima delle elezioni di domenica 24 marzo – ha approvato, a maggioranza, la legge n.4 del 13 marzo 2019, inerente «ulteriori disposizioni urgenti in vari settori d’intervento della Regione Basilicata» (pubblicata sul Bollettino ufficiale regionale n.12 del 14 marzo 2019), nella quale – per ragioni «urgenti», è introdotto l’articolo 13 che modifica l’articolo 11 della legge regionale n.8/2012, aggiungendo un codicillo al comma 7, nel quale si legge che «nelle more dell’adozione della nuova pianificazione energetica ambientale della Regione, ai fini del rilascio delle autorizzazioni di cui all’articolo 12 del decreto legislativo n.387/2003 i limiti massimi della produzione di energia da fonte rinnovabile stabiliti dalla tabella 1.4 del vigente Piear, approvato con legge regionale n.1 del 19 gennaio 2010 sono aumentati per singola fonte rinnovabile in misura non superiore a 2 volte l’obiettivo stabilito per la fonte eolica e per la fonte solare di conversione fotovoltaica e termodinamica e in misura non superiore a 1,5 volte gli obiettivi stabiliti per le altre fonti rinnovabili in essa previste.»
Ma cosa comporterà questa modifica?

DAL VECCHIO AL NUOVO PIANO ENERGETICO AMBIENTALE REGIONALE
Nel mese di novembre dello scorso anno, nell’articolo “Dove soffia il vento eolico?”, Terre di frontiera – nel fare il quadro delle potenze già installate – ha evidenziato, tra l’altro, come nel Piear vigente, redatto dalla Regione nel 2010 (ben otto anni fa), la produzione dalle rinnovabili avrebbe dovuto colmare i fabbisogni regionali di energia stimati al 2020 in 1.438 MW. Tale previsione non teneva conto della recessione produttiva, del decremento della popolazione regionale e del valore equivalente della produzione di idrocarburi prodotti dai giacimenti lucani a partire dal 2012 che coprono attualmente i due terzi della produzione di petrolio in terraferma in Italia e un terzo della produzione di gas, comprese le estrazioni in mare.
Il Piano di indirizzo energetico ambientale della Basilicata prevedeva, al 2020, per la sola fonte eolica, un fabbisogno di 981 MW, pari al 60 per cento delle altre fonti rinnovabili, mentre per il solare-fotovoltaico prevedeva, al 2020, 359 MW (20 per cento), per le biomasse 50 MW (15 per cento) e, infine, per l’idroelettrico 48 MW (5 per cento).
Quote, queste, che già nel 2017 risultavano ampiamente superate dagli impianti allacciati alla rete (fonte Gestore servizi elettrici.
Ma, in attesa nel nuovo Piear, anziché porre uno stop all’eolico selvaggio appellandosi al superamento delle previsioni del Piano vigente, il Consiglio regionale della Basilicata deroga questi limiti di potenza, raddoppiandoli.
Intanto un nuovo progetto di parco eolico denominato “Banzi La Regina”, composto da 8 aerogeneratori e potenza pari a 33,6 MW nei Comuni di Banzi e Palazzo San Gervasio, è stato presentato presso il ministero dell’Ambiente per la verifica amministrativa preliminare, e si aggiunge ad altri progetti analoghi già in fase di procedura Via presso lo stesso dicastero.

IL RADDOPPIO DEI MEGAWATTS EOLICI PREVISTO DALLA NUOVA LEGGE REGIONALE
La tabella che segue, rielaborata alla luce dei nuovi limiti introdotti dal comma 3 dell’articolo 13 della citata legge regionale n.4 del 13 marzo 2019, mostra il trend di crescita autorizzabile per singola fonte rinnovabile, tra le quali quella eolica. Come si può constatare per l’eolico la Regione Basilicata autorizza il raddoppio delle potenze (due volte quelle previste dal Piear vigente), passando da 891 MW, potenza già ampiamente superata ad oggi, a ben 1.962 MW, con un incremento notevole dei megawatts previsti (e delle torri eoliche) anche per tutte le altre fonti rinnovabili, che passano da 1.438 MW a ben 2.827 MW «fino all’approvazione del nuovo Piear», così come recita la modifica alla legge regionale n.11 del 2012.
Insomma, per il territorio di una regione già interessata dalle trivellazioni petrolifere, si prospetta un ulteriore “energizzazione” delle aree montane con cavidotti, sottostazioni, elettrodotti e strade, con la previsione di nuovi progetti eolici per i quali sono interessate società multinazionali, con il supporto della massima istituzione regionale e da diverse società locali, interessate a realizzare le fasi di progettazione-autorizzazione- esecuzione dei lavori.

Raddoppio eolico in Basilicata
Tabella 1.4 del PIEAR Basilicata. Incremento delle potenze installabili in base all’articolo 13 della legge regionale n.4/2019. Rielaborazione a cura di Terre di frontiera

4 thoughts on “In Basilicata l’eolico raddoppia”

  1. Sbagliato l’approccio di questo articolo che mette sullo stesso piano le fonti rinnovabili pulite come l’eolico e il solare indispensabili per combattere i cambiamenti climatici con il disastro petrolifero lucano che fa parte invece delle cause scatenanti del riscaldamento. Una regione ricca di vento e sole come la vostra dovrebbe puntare a valorizzare al massimo il proprio ruolo di hub energetico pulito e chiedere a gran voce la cessazione delle devastanti attività petrolifere.

    1. Qui mica si contesta l’eolico come fonte di energia alternativa ma gli inciuci che si fanno per uno scorretto posizionamento sul territorio. Ci sono centinaia di famiglie che non vivono più perchè costrette a convivere con il rumore dei rotori h24….

  2. Cari amici i politici la basilicata l’anno fatta diventare come una prostituta e loro sono i protettori vuol dire che non gli volete bene sempre in riferimento ai parchi eolici che devastano i territori e sfrecciano le proprietà so oggi ricordano che ce questa regione la basilicata non abbiamo un aeroporto non abbiamo una autostrada mancano arterie di comunicazioni devono solo andare a farsi for….

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