Periodico indipendente su Ambiente, Sud e Mediterraneo / Fondato il 23 dicembre 2015

La «pacchia» mediterranea

Dal ghetto di Borgo Mezzanone: ecco come cresce, vive e si alimenta – tra l’indifferenza di Stato e media – la più grande baraccopoli d’Italia.

Immagini di Borgo Mezzanone. Reportage di Emma Barbaro

Foto: Vita dal campo vol. II. Baracche in legno, lamiera e cartone alle spalle dell’area nigeriana. Tra i rifiuti sventola una bandiera Usa

Immagini di Borgo Mezzanone. Reportage di Emma Barbaro

Foto: Panoramica dall’esterno del ghetto di Borgo Mezzanone. Le prime baracche, in cemento, ci proiettano direttamente verso il cancello principale su cui campeggia la scritta “Every nigger is star”

Immagini di Borgo Mezzanone. Reportage di Emma Barbaro

Foto: Vita dal campo vol.I: un ragazzo recupera la propria bicicletta per andare a lavoro. Sulla sinistra, due gatti si avvicinano guardinghi a un cumulo di rifiuti dato alle fiamme

Immagini di Borgo Mezzanone. Reportage di Emma Barbaro

Foto: Baracche in costruzione a ridosso del Cara di Borgo Mezzanone. I numeri sono in continua crescita

Immagini di Borgo Mezzanone. Reportage di Emma Barbaro

Foto: Nuova favela in cemento e mattoni in corso di realizzazione. Alle spalle, le baracche più povere. Sulla sinistra, la rete metallica del Cara

Immagini di Borgo Mezzanone. Reportage di Emma Barbaro

Foto: L’area senegalese, tra le più povere del ghetto. In fondo una roulotte con targa bulgara

Immagini di Borgo Mezzanone. Reportage di Emma Barbaro

Foto: Pannelli in legno o compensato, usurati dalla pioggia e dal sole. Le chiamano “case”. Piccoli scorci di subumanità

Immagini di Borgo Mezzanone. Reportage di Emma Barbaro

Foto: Nel nuovo “gran ghetto” di Puglia si procede come tra i vicoli di un inferno sulla terra. Ecco il volto sporco dell’accoglienza Made in Italy

Immagini di Borgo Mezzanone. Reportage di Emma Barbaro

Foto: Viene chiamata la “grande casa”. È una delle più antiche favela del campo. Oggi ci vivono stabilmente circa quindici persone

Immagini di Borgo Mezzanone. Reportage di Emma Barbaro

Foto: Panoramica de “la pacchia”. Un uomo attraversa le barriere del Cara e si introduce al suo interno. Sulla destra, in fondo, i militari all’interno della camionetta monitorano i flussi di persone che procedono indisturbati

Immagini di Borgo Mezzanone. Reportage di Emma Barbaro

Foto: Carcasse di animali tra i rifiuti del ghetto. «Qui pure i cani vengono a morire», commenta amaro un giovane senegalese

Immagini di Borgo Mezzanone. Reportage di Emma Barbaro

Foto: «Non era questo il mio sogno quando ho viaggiato per il deserto e per il mare. Ma poi sono venuto qua, dove pure i sogni hanno un prezzo.» Tra i cumuli di rifiuti, vaga un uomo con un carico d’acqua “trafugato” dal Cara. Davanti, una vita di stenti. Alle spalle, una speranza rubata

Immagini di Borgo Mezzanone. Reportage di Emma Barbaro

Foto: Nuove baracche in costruzione dal lato esterno dell’ex pista di Borgo Mezzanone. Siamo a ridosso della Chiesa pentecostale, punto di snodo tra l’area anglofona e quella francofona

Immagini di Borgo Mezzanone. Reportage di Emma Barbaro

Foto: I cumuli di rifiuti, spesso dati alle fiamme, si estendono a perdita d’occhio. Una montagna che malcela le nuove, poverissime baracche

Immagini di Borgo Mezzanone. Reportage di Emma Barbaro

Foto: Vita dal campo vol.III: sulla strada principale della pista, piccoli scorci di vita quotidiana

Immagini di Borgo Mezzanone. Reportage di Emma Barbaro

Foto: Una finestra sul mondo. Particolare di una baracca nell’area senegalese del ghetto

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Autore:

Giornalista, caporedattrice del periodico Terre di frontiera. Specializzata in tematiche ambientali. Crede nel cambiamento e nella possibilità di ciascuno di contribuirvi.

Ultimi commenti
  • Preciso, come sempre, il reportage di Emma. Grazie per darmi il piacere di condividerlo, anche se il piacere è rivolto alla bravura della giornalista non al contenuto sconvolgente delle immagini

  • Giornalisti seri e impegnati sul campo come Emma… l’altro volto dell’Italia. L’Italia in cui mi riconosco e di cui sono orgogliosa.

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