Periodico indipendente su Ambiente, Sud e Mediterraneo / Fondato il 23 dicembre 2015
 

Eolico in Puglia. L’«elenco della vergogna» nascosto alle comunità

Lipu: «Puglia prostituita tra prepotenze di Governo e ipocrisie di Regione e Province».

Con le falsità di certi media e della politica stanno cancellando la Puglia dalle carte geografiche. Come previsto – ricorda Enzo Cripezzi di Lipu Puglia – l’irresponsabile mancanza di iniziativa politica, soprattutto regionale, se non di deprecabile complicità, continua a spianare la strada alla speculazione territoriale, perfino con imposizioni autoritarie del Governo come quella del 3 dicembre scorso. Interessi per centinaia di milioni di euro annui si muovono silenziosamente a braccetto con centinaia di nuovi procedimenti autorizzativi. Per di più, nell’oscurità degli Uffici, senza alcuna concertazione o consapevolezza delle comunità locali.
È la sintesi dell’«elenco della vergogna», mai reso pubblico: una valanga di oltre 400 progetti in attesa di autorizzazione presso le Province (delegate alle valutazioni dalla Regione), definita 2 mesi fa da dirigenti provinciali e regionali in audizione alla Commissione Regionale Bilancio presieduta dal consigliere Fabiano Amati. Che, paradossalmente, ha pure invocato deregolamentazioni per favorire tali progetti, nella più totale ipocrisia.

Lo divulghiamo noi – denunciano alla Lipu – visto che Regione e Province non hanno uno straccio di sensibilità. Altri grattacieli eolici alti 250 metri e migliaia di ettari di fotovoltaico al suolo che stanno per estinguere quel che rimane della celebrata ruralità Pugliese. Ancor più aberrante, ben il 60 per cento di queste nuove istanze è concentrato nel Foggiano dove solo il fotovoltaico occuperà ulteriori 15.000 ettari. Un primato da provincia degli orrori, già “stuprata” da quasi 1500 torri eoliche e centinaia su centinaia di ettari di fotovoltaico e, come Ente territoriale, accondiscendente ad accogliere nuove istanze.
I vari Amati non si accorgono del morbillo di migliaia di impianti eolici e fotovoltaici che hanno già vilipeso da anni la Puglia e il suo Piano Paesaggistico Territoriale? Basterebbe guardare in giro. O la mappa su webgis regionale degli impianti realizzati, pur incompleta e non aggiornata da anni.
A questi si aggiunge il fiume occulto di impianti autorizzati da queste Province, in primis quella di Foggia. Quindi non visibili ma prossimi ad essere autorizzati.
A questo colabrodo (impianti realizzati, autorizzati e in attesa di realizzazione localmente) si aggiungono progetti eolici oltre la soglia dei 30 MW, quindi in iter di Via ministeriale.
Anche qui, progetti pessimi e carenti approvati con gli “aiutini” (in spregio ai valori faunistici, ambientali e paesaggistici), per candida ammissione dello stesso dottor Atelli, presidente della Commissione Via nazionale.
Di questi progetti nazionali, oltre 40 sono fermi a causa di pareri divergenti nella Via nazionale da parte degli enti coinvolti.
Ma dove ricadono questi progetti? In gran parte in Puglia e in particolare ancora in Capitanata. E tra le lagne pro rinnovabili il ministro Cingolani sta portando in Consiglio dei ministri per imporre umilianti approvazioni per decreto.

L’ultimo, vergogno insulto lo scorso 3 dicembre: altre 4 mega-centrali eoliche per oltre 250 MW. Tutte nella Daunia (Cerignola, Ascoli Satriano, Ortanova e Stornara). E quasi 100 MW in Basilicata, nel potentino, già crocifisso come in Puglia. Il solito copione delle procedure ministeriali: Soprintendenze e/o Uffici Via regionali esprimono valutazioni negative, la politica regionale fa propaganda del diniego senza aver mosso un dito, poi il ministero dell’Ambiente porta i pareri divergenti in Consiglio dei ministri. Che impone le autorizzazioni. E la Regione? Muta.
Infine, grazie a nuove deregolamentazioni e incentivi del Governo, le società del fotovoltaico hanno presentato a Via nazionale (competente da qualche mese per impianti oltre 10 MW) quasi un centinaio di istanze su aree rurali, 52 nuovi progetti solo in Puglia, di cui 28 ancora nel Foggiano: altri 1150 MW e 1800 ettari. Ma anche il Salento (il Brindisino in particolare) sarà massacrato. Nel barese, Spinazzola avrà uno schiaffo con oltre 200 ettari.
Per non parlare della proliferazione di cosiddetti “mini” impianti (eolici e fotovoltaici) di sola concessione comunale, che “mini” non lo sono affatto!
Ministero della Transizione Ecologica, Regione e Provincia diano conto di questa deriva intollerabile. Rispondano alla nostra richiesta di Conferenza Pubblica con i portatori di interessi collettivi – conclude Cripezzi – e Regione Puglia onori una buona volta il ruolo di Ente deputato al governo del territorio e, almeno, ricorra contro le ultime aggressioni.
Intanto, dopo 230 miliardi di sussidi, gli attuali 33.000 MW di eolico e fotovoltaico installati (quasi tutti nel Mezzogiorno) contribuiscono con un 3,5 per cento sui consumi energetici totali del Paese (elettrico, trasporti, termico). Quanto basta per una riflessione.

Iscriviti alla nostra newsletter!

Autore:

Website: <a href="http://www.lipu.it/puglia">www.lipu.it/puglia</a>

Nessun commento

LASCIA UN COMMENTO