Area ex Fibronit di Bari
Foto: Area ex Fibronit, Bari // Comitato cittadino Fibronit

La Fibronit di Bari è stata sconfitta

in Rifiuti connection di

Dagli sguardi si poteva capire tutto: prima quasi intimoriti, poi, lentamente, riempiti di soddisfazione, sino a sfociare in lacrime di commozione. Da questo crescendo di emozioni si può comprendere quanto la passeggiata nell’area della ex Fibronit abbia avuto un effetto quasi catartico sui familiari delle vittime della ex fabbrica di manufatti in cemento amianto.

Un’operazione significativa e, per noi del Comitato Cittadino Fibronit, un importante tassello da aggiungere a questa lunga, difficile, complicata ma entusiasmante avventura.
La Fibronit non c’era più, o perlomeno non c’erano più i suoi tristi e grigi capannoni che, dopo aver soffocato il respiro di tanti operai e cittadini, ormai soffocava anche la vista. Il dramma, che aveva provocato in tante famiglie, quello, però, era fortemente presente.
Cosa significa per la città di Bari l’eliminazione di un pericolo inquinante così grave? Tanto. Ed è necessario non fermarsi; è solo il primo passo e l’esempio che deve condurre la nostra città a liberarsi definitivamente dall’amianto, perché ce n’è ancora tanto. Deve essere l’occasione imperdibile affinché ci si attivi per stare al fianco di chi, ancora oggi, viene colpito dal mesotelioma pleurico.
Sono ormai anni, proprio sulla spinta delle proposte dell’Associazione Familiari Vittime Amianto di Bari, che si chiede alle amministrazioni locali di creare una Task Force che segua gli esposti alle fibre di asbesto. Non dobbiamo sottovalutare l’aspetto legato all’esposizione alle fibre, perché ognuno di noi potrebbe esserne coinvolto in futuro. Ancora oggi non esiste un centro nella nostra città a cui ci si possa rivolgere per monitorare questa situazione e ancor meno quando bisogna fare i conti con l’insorgere della malattia.
Se la città di Bari o la Regione Puglia non si attivano in questo senso, la scomparsa della Fibronit non sarà servita a nulla. La vittoria dei cittadini, per quanto straordinaria, sarà un trionfo effimero, perché la sofferenza, il dolore, la solitudine che accompagna chi si ammala, comunque continueranno a vincere.

Sostieni Terre di frontiera

Se sei arrivato fin qui è evidente che apprezzi il nostro modo di fare informazione. Ma per proseguire nel percorso intrapreso nel 2016 abbiamo bisogno di un aiuto.
Il tuo sostegno è indispensabile per continuare a realizzare inchieste sul campo, documentare e raccontare. Le nostre inchieste si compongono di testi, immagini e video con costi importanti in tutte le fasi di produzione.
Terre di frontiera è un periodico indipendente prodotto da giornalisti, fotografi, attivisti ed esperti di tematiche ambientali.
Terre di frontiera non riceve finanziamenti pubblici e sopravvive grazie al contributo spontaneo dei suoi ideatori e alle donazioni dei lettori.
L’informazione libera ha bisogno del sostegno di tutti. L’informazione libera assume un ruolo importante e di responsabilità, anche e soprattutto nell’ottica di superare l’emarginazione territoriale e culturale.

Se vuoi puoi sostenere Terre di frontiera cliccando qui. Grazie!

Lascia un commento

Your email address will not be published.