Operazioni di sequestro dei terreni destinati ad un impianto biomasse di Ponzano Romano
Foto: Operazioni di sequestro dei terreni destinati ad un impianto biomasse di Ponzano Romano // Comitato per la tutela della Valle del Tevere

Ponzano Romano, sequestrate le aree destinate ad un impianto biomasse

in Territori di

Il Commissario per gli usi civici per Lazio, Umbria e Toscana ha disposto – con ordinanza n.452 del 29 ottobre 2018, ai sensi dell’articolo 74 del regio decreto n.332/1928 – il sequestro giudiziario dei terreni a uso civico in località Brecceto del Comune di Ponzano Romano, in provincia di Roma, rientranti nel progetto di “Impianto per il compostaggio e la digestione anaerobica di rifiuti organici di natura agro-industriale da raccolta differenziata con produzione di biometano e CO2” della Sogliano Ambiente spa.

Il Comune di Ponzano Romano – il cui sindaco Ezio De Sanctis è stato arrestato nel settembre scorso nell’ambito di un procedimento penale per corruzione e finanziamento illecito – con deliberazione consiliare n.20 del 12 settembre 2017, ha dichiarato l’interesse pubblico alla realizzazione dell’impianto industriale per la produzione di compost di qualità e biometano da 130 mila tonnellate annue di rifiuti organici di varia provenienza, consentendo di fatto l’avvio del relativo procedimento regionale di mutamento di destinazione d’uso dei terreni.
Infatti, in località Brecceto-Bamboccio sussistono 65.062 metri quadri di terreni a uso civico, adibiti a pascolo e seminativo. La legge n.168/2017, però, dispone che qualsiasi mutamento di destinazione d’uso non può comportare alcuna modifica della destinazione agro-silvo-pastorale dei beni collettivi (articolo 3, comma 3).
Il provvedimento cautelare afferma che, in assenza dell’associazione degli utenti, il Comune ha compiti di mera gestione dei beni collettivi, di cui è titolare la comunità degli utenti: il Comune deve gestire i detti beni nell’interesse preminente della comunità proprietaria e nel rispetto dei diritti di uso civico della comunità stessa. Inoltre, i beni appartenenti al demanio civico devono mantenere la perpetua destinazione agro-silvo-pastorale, non mutabile mediante atti amministrativi. Infine, il vincolo paesaggistico imposto sui beni rientranti nei demani civici è mantenuto anche in caso di liquidazione dei diritti di uso civico.
Il provvedimento di sequestro è stato eseguito nei giorni scorsi dai Carabinieri Forestali.
Nei mesi scorsi (28 giugno 2018), l’associazione ecologista Gruppo d’intervento giuridico onlus aveva inoltrato un atto di intervento con “osservazioni” nel procedimento di Valutazione d’impatto ambientale (Via) relativo al progetto di impianto di produzione energetica da biomasse, coinvolgendo la Regione Lazio (titolare del procedimento di Via), il ministero per i Beni e le Attività culturali e il Turismo, la Città metropolitana di Roma Capitale.
La richiesta è stata chiara e netta: la dichiarazione di improcedibilità o di diniego di compatibilità ambientale per evidente contrasto con le misure di tutela ambientale (comprese quelle riguardanti i diritti di uso civico) esistenti per il paesaggio agricolo a ridosso del Fiume Tevere.
Sono numerose, infatti, le disposizioni di legge a salvaguardia dell’area agricola (e così classificata nello strumento urbanistico comunale) a due passi dal Tevere: si tratta di un’area a uso civico, appartenente al demanio civico (legge n.1766/1927, regio decreto n.332/1928, legge n.168/2017) di Ponzano Romano, tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n.42/2004) e dal Piano territoriale paesaggistico regionale (Ptpr) – ambito territoriale n.4 “Valle del Tevere” – con disposizioni che vietano ogni insediamento industriale. La zona è contigua al sito archeologico di Monte Ramiano, tutelato con vincolo storico-culturale (articolo 10 e ss. del decreto legislativo n.42/2004).
La campagna romana lungo il Tevere non può essere sede di ulteriori insediamenti industriali inquinanti. Il Gruppo d’intervento giuridico onlus è al fianco del Comitato per la tutela della Valle del Tevere e delle amministrazioni locali che si battono per la difesa del patrimonio ambientale e storico-culturale.

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