Ordinanza di sequestro Stir di Pianodardine
di Emma Barbaro

Scattano i sigilli per lo Stir di Pianodardine

in Rifiuti connection di

L’impianto di tritovagliatura e imballaggio dei rifiuti – al centro dell’ampio reportage sulla valle del Sabato pubblicato sull’ultimo numero di Terre di frontiera (n.9 / gennaio 2017) – è stato sottoposto a sequestro giudiziario con facoltà d’uso per inosservanza delle norme sulla tutela ambientale.

Il blitz del Comando dei Carabinieri del Noe di Salerno si è reso necessario sulla base di un’inchiesta giudiziaria coordinata dal Procuratore della Repubblica di Avellino Rosario Cantelmo. Le indagini, sorrette dagli esposti inoltrati nel corso degli anni da cittadini e comitati della valle del Sabato, dovranno far luce sulle presunte irregolarità nello stoccaggio dei rifiuti.

Entro 90 giorni la società Irpiniambiente spa – la partecipata provinciale che gestisce il ciclo dei rifiuti e gli impianti in provincia di Avellino – dovrà mettere in regola l’impianto. Assieme al sequestro sono stati emessi tre avvisi di garanzia per gestione illecita dei rifiuti e molestia olfattiva. I provvedimenti, firmati dal gip Giovandonato Fiore, sono destinati al direttore e al responsabile dell’impianto, nonché all’amministratore di Irpiniambiente, l’avvocato Nicola Boccalone.

Lo Stir è finito nel mirino degli inquirenti per la gestione dei rifiuti non conforme alla normativa. In sostanza sembrerebbe che i volumi di rifiuti autorizzati non corrisponderebbero a quelli effettivamente stoccati nel sito di Pianodardine.

L’impianto è attualmente fulcro di un animato dibattito pubblico. Alle ordinanze provinciali per l’autorizzazione alla trasferenza e allo stoccaggio di rifiuti – codice CER 20.01.08 – ha fatto seguito il parere di compatibilità ambientale ai progetti di ampliamento dello Stir espresso lo scorso dicembre dalla Regione Campania. Inoltre, sulla base di un accordo interregionale, dal mese di agosto fino al 31 dicembre 2016 sarebbero state trasferite e stoccate presso l’impianto di Pianodardine circa 400 tonnellate al giorno di rifiuti provenienti dalla Calabria. Quantitativi importanti per un sito che, nei fatti, non è stato ancora ampliato.

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