Bidoni, scorie e deposito nucleare

Apprendiamo dagli organi d’informazione che per il rinnovo dei membri del cda Sogin ci sarebbe tra i candidati in quota Lega anche Giuseppe Nucci, molto noto alla Basilicata per le passate vicende delle scorie nucleari.

L’operato di Giuseppe Nucci è stato molto contestato dalla nostra associazione: i suoi incarichi ricoperti nella Sogin sono stati caratterizzati dall’immobilismo della società, determinando, conseguentemente, ritardi delle attività di messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi e di smantellamento dei lasciti nucleari nazionali.
Ma non solo. Ricordiamo ancora Nucci, quando nell’intervista del febbraio 2006 al Sole24Ore, provò a riportare in auge il nome di Scanzano Jonico come migliore sito per la realizzazione del deposito di scorie nucleari. È stato il ministro berlusconiano del Mise, Paolo Romani, a proporre il nome di Nucci per l’incarico di ad di Sogin, con lo scopo di rilanciare il nucleare in Italia.
Altri aspetti interessanti, che emergono dalle attività di Nucci in Sogin, riguardano la spesa di un milione di euro per indagini e attività in parte classificate, ovvero coperte da segreto. Soldi andati alla G-Risk, società ben collegata con i servizi per essersi occupata di anarchici, antagonismo e minacce spionistiche relative alle iniziative di Sogin.
Inoltre, nei giorni scorsi, abbiamo ricevuto una mail da Noi Lettori secondo cui «Nucci ha inviato una richiesta di risarcimento danni di centinaia di migliaia di euro alla Sogin, per essersi costituita parte civile nei procedimenti penali che lo hanno interessato (emerge dal Bilancio 2018, pag 163, pubblicato sul sito).»
Le nomine sono decise dal ministero dell’Economia e delle Finanze su proposta dal ministero dello Sviluppo economico potrebbero avvenire già domani 23 luglio.
Ci chiediamo come possa un Governo del cambiamento affidare incarichi a figure legate ad un passato nucleare e berlusconiano. Le istanze dei territori, a dispetto delle promesse e delle premesse, sono state quasi sempre disattese dal Movimento 5 Stelle, soprattutto laddove era in ballo la salute dei cittadini (Ilva, petrolio, Tap).
La Lega, per quanto abbia rimosso la parola “Nord” dal nome di battesimo, sta facendo emergere la sua vera anima, tanto padana quanto lontana dalla nostra terra. Prova ne siano le recenti dichiarazioni del ministro Salvini, entusiasta dei tanti miliardi che si augura possano essere investiti da Eni in Basilicata.
La nomina in questione è di enorme rilevanza perché ha a che fare con le attività di decommissioning del nucleare e, di riflesso, con la nostra salute. Riteniamo che vada scongiurata la scelta improvvida di affidare incarichi a chi ha già dimostrato di non esserne meritevole. Per tali ragioni, nei giorni scorsi abbiamo scritto anche a tutti i Parlamentari Lucani per scongiurare che il nuovo cda di Sogin non sia un grave ritorno al passato.

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