Il 28 agosto scorso, giorno dello sgombero annunciato nel campo de la Felandina – a Bernalda, il mio paese di origine – è stato devastante. Fin dalle prime luci dell’alba abbiamo assistito, inermi, allo smantellamento di quel che centinaia di migranti hanno considerato “una casa” nell’ultimo anno. Perfettamente consapevoli del fatto che, durante tutto quel tempo, le istituzioni non avessero mai concordato alcuna soluzione abitativa alternativa per i braccianti impieganti nell’indotto agroalimentare metapontino. I media l’hanno definito “il giorno più lungo”.

Non riesco a dimenticare la sensazione di sconfitta, impotenza e vergogna che ho provato quel giorno. Da un lato le istituzioni, ancora una volta, stavano rispondendo a un’emergenza di dignità con la repressione. Dall’altro alcuni dei miei concittadini sfrecciavano indifferenti sulla SS407 senza accorgersi che, nel frattempo, un nugolo di esseri umani stava disperatamente tentando di salvaguardare gli unici beni rimastigli. C’era chi trasportava un materasso sulla testa, chi trascinava buste e borsoni. Quella dignità umana sublimata dall’articolo 3 della nostra Costituzione pareva essersi perduta tra le camionette e i mezzi dello Stato.
Per questo abbiamo deciso di intervenire. Da presidente dell’associazione ‘TerreJoniche’ – realtà nata nel 2011 dall’esigenza di creare un sindacato di comunità in grado di coinvolgere cittadini e attori sociali attorno a obiettivi e problematiche comuni – avevo già aderito a una rete sociale che, prima dello sgombero e dopo l’incendio in cui ha tragicamente perso la vita Petty, si era attivata per garantire ai ragazzi un minimo di aiuto nel reperire beni di prima necessità utili per tamponare l’emergenza. Ma tutto questo, da solo, non poteva bastare.

LE NOVITÀ DEL FORUM
Il documento costitutivo del Forum Terre di Dignità nasce da queste premesse. Dall’esigenza comune, cioè, di mettere a sistema una serie di obiettivi da realizzare attraverso un lavoro continuativo. Non dallo smantellamento del ghetto o “per avere qualche like”, come pure qualcuno ha detto. Ma per migliorare la qualità della vita dei lavoratori migranti provvedendo ad assicurargli servizi essenziali.
Nonostante le nostre richieste – come Laboratorio per il Bene Comune prima, e Terre di Dignità poi – alle istituzioni siano costantemente cadute nel vuoto, il Forum è andato avanti e ha rappresentato, specie dopo lo sgombero, il luogo partecipato in cui incontrarsi per discutere degli obiettivi comuni. Oggi, lavoriamo fianco a fianco con una delegazione composta dai ragazzi che vivevano nel ghetto sgomberato, che hanno autonomamente costituito il Comitato Braccianti de La Felandina.
Rispetto alle esperienze pregresse, dunque, con il Forum si vuol uscire dal carattere emergenziale che si è sempre voluto attribuire al problema abitativo dei lavoratori migranti restituendo, al contempo, centralità alla terra come elemento distintivo di un territorio che, per sua natura, avrà sempre bisogno di manodopera stagionale.

OBIETTIVI
Al Forum hanno già aderito privati cittadini e una quarantina di associazioni da tutta Italia. In più, grazie al sostegno del regista Milo Rau – mente della campagna La rivolta della dignità – le iniziative della rete hanno già assunto un respiro internazionale.
Tutti, indistintamente, abbiamo condiviso un documento comune nel quale sono stati delineati gli obiettivi fondamentali che il Forum intende perseguire, quali: la promozione di un’alleanza dal basso, inclusiva e plurale, che metta al centro le esigenze dei braccianti, degli agricoltori e dei cittadini fruitori; il coordinamento – nel pieno rispetto dei differenti percorsi di ognuno – delle iniziative portate avanti da ciascuna delle associazioni aderenti in riferimento specie all’accoglienza, al diritto alla salute, al supporto per il riconoscimento della cittadinanza o dei permessi di soggiorno dei migranti; il sostegno a un’ampia iniziativa di comunicazione sociale definendo una campagna di educazione, formazione, informazione e controinformazione rivolta ai cittadini e alle comunità; l’elaborazione di proposte, progetti e azioni per concretizzare nuove esperienze positive; l’esercizio di una pressione costante nei confronti delle istituzioni locali, regionali e nazionali affinché i temi del superamento dei ghetti, del rispetto dei diritti al salario per i lavoratori e del reddito per gli agricoltori vengano affrontati sia attraverso azioni e provvedimenti legislativi, sia utilizzando in maniera trasparente le risorse messe a disposizione dai fondi nazionali e comunitari.

COME FARE
Per raggiungere gli obiettivi alla base del documento che abbiamo sottoscritto, e per darne la debita visibilità, abbiamo già provveduto a consegnare alla Prefettura di Matera e ai capigruppo alla Presidenza della Regione Basilicata un documento articolato in cinque punti, che prevede: la disponibilità per la provincia di Matera dei fondi europei attualmente fermi a Potenza per garantire una prima risposta civile alla problematica; l’indicazione chiara di una proposta abitativa alternativa ai ghetti: sia per superare la barbarie dell’ultimo sgombero senza soluzioni, sia per evitare che si formino nuovi accampanti di fortuna; la formazione, in Regione, di un Tavolo Permanente che veda il pieno coinvolgimento delle forze sociali e sindacali per affrontare il tema del superamento dei ghetti; la realizzazione di un piano organico per la gestione e il controllo delle campagne di raccolta; nuove misure regionali per garantire, attraverso l’attuazione delle norme sui diritti del lavoro e anticaporalato, il pieno diritto delle imprese agricole a realizzare reddito assicurando servizi e, congiuntamente, il rispetto del prezzo minimo intervenendo sulla speculazione commerciale e finanziaria.

I GRUPPI DI LAVORO
Allo stesso tempo, all’interno del Forum sono stati creati tre gruppi di lavoro attivi rispettivamente su sportelli e aiuti, comunicazione e sull’agenda delle iniziative e vertenze. In ciascun gruppo sono presenti i referenti indicati da ogni associazione. Il fine è quello di coordinarsi e far emergere le problematiche riscontrate in ogni ambito di lavoro in modo da poter presentare richieste specifiche alle controparti istituzionali, in primis al Governo nazionale e alla Regione Basilicata.
Attraverso il nostro pool di avvocati stiamo valutando di intervenire con possibili integrazioni e correzioni sui decreti sicurezza varati dal precedente Governo giallo-verde. In più parteciperemo attivamente, con progetti concreti, ai bandi regionali in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Dunque, tirando le somme, il Forum sta cercando di fornire risposte concrete per intervenire su quelle aree grigie della programmazione che le istituzioni, a più livelli, non hanno provveduto a gestire fino ad oggi. Non ci fermeremo fin quando non otterremo un po’ di concretezza sulle condizioni di lavoro nelle campagne e sul superamento dei ghetti.
Per restituire la giusta dignità a chi oggi lavora sul nostro territorio. E per evitare di piangere ancora le nuove vittime dello sfruttamento.

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