Foto: Pale eoliche // Pellegrino Tarantino
Parco eolico tra Lacedonia e Monteverde

La Regione Basilicata archivia l’istanza di proroga Terna spa, per il progetto elettrico “Trasversale Lucana”. Dovrebbe collegare i parchi eolici realizzati, e quelli da realizzare, all’elettrodotto Matera-Santa Sofia da 380 mila volt. Le competenze passano ora al ministero dell’Ambiente in base al decreto legislativo n.104/2017 (nuova Valutazione di impatto ambientale). Gli interessi multinazionali sull’eolico in Basilicata e l’opposizione di Comuni, associazioni e cittadini.

Il proliferare di impianti eolici in Basilicata investe il trasporto dell’energia prodotta sulle montagne lucane, oggetto di impatti significativi sull’ambiente e sul paesaggio. All’eolico sono interessati grandi gruppi bancari e società multinazionali finanziate dalla Banca europea investimenti (Bei) e dal Piano Junker. L’investimento, inoltre, vede presenti banche e finanziarie italiane ed estere.
È il caso di alcune società eoliche operanti in Basilicata, come appendici di grandi gruppi esteri, che per poter ottenere l’approvazione a realizzare parchi eolici, nel 2013, ipotizzavano e ottenevano dalla Regione Basilicata che venisse approvato il progetto “Trasversale Lucana” dell’ex Eolica Pietragalla srl, oggi Serra Carpaneto 3 srl, con sede a Potenza, ma «veicolo controllato congiuntamente da Edf-En Italia spa e Mca srl» che nel 2017 riceveva dalla francese Société Générale, Milan Branch e la spagnola Banco Bilbao Vizcaya Argentaria S.A. garanzie per un finanziamento in project finance per circa 22 milioni di euro, volto alla realizzazione di un parco eolico della potenza di 16 MW e opere connesse.

IL PROGETTO ELETTRICO “TRASVERSALE LUCANA”
Nel 2014 Terna è subentrata nella realizzazione del progetto denominato “Trasversale Lucana”, a seguito di volture operate dalle società Eolica Cancellara srl, con sede ad Acerenza, e Serra Carpaneto srl, con sede a Potenza, dove hanno sede anche altre società eoliche multinazionali.
Le due società – emanazioni di multinazionali estere – nel 2013 erano state autorizzate dalla Giunta regionale della Basilicata alla realizzazione di parchi eolici nei Comuni di Cancellara, Vaglio di Basilicata, Oppido Lucano e Genzano. La società Eolica Cancellara srl era intestataria di un progetto da 42 MW e 15 aerogeneratori, autorizzato con DGR Basilicata n.278 del 12/3/2013), nonché di opere connesse ed infrastrutture indispensabili ubicate nei comuni di Pietragalla, Avigliano, e Potenza (parco eolico Serra Carpaneto, autorizzato con DGR Basilicata n.279 del 12/3/2013, da 10 aerogeneratori e 20 MW complessivi) e Cancellara, Vaglio di Basilicata, Tolve, Oppido Lucano e Genzano di Lucania (elettrodotti e altri impianti eolici. Sempre con DGR Basilicata n.279/2013).
Con successive determine dirigenziali n.1 del 14 luglio 2014 la Regione Basilicata concedeva la voltura in favore di Terna spa autorizzando l’occupazione e l’esproprio dei fondi interessati.
Nel 2017 Terna riceveva dal ministero dello Sviluppo economico il decreto di autorizzazione all’opera.

I PARCHI EOLICI IN BASILICATA E LA MANCATA VALUTAZIONE STRATEGICA AMBIENTALE DELLE DIRETTIVE 42/2001 E 2014/52/UE
Con una interrogazione alla Commissione Europea ed in specifico sui parchi eolici e la “Trasversale Lucana” è intervenuto con una propria interrogazione l’europarlamentare del Movimento Cinquestelle, Piernicola Pedicini segnalando come il progetto, comprendente 4 stazioni Terna, di AT e AAT ed un doppio elettrodotto ad AT di circa 50 chilometri, per un asservimento di 500 ettari, sia posizionato su un bacino idrogeologico in violazione della direttiva quadro sull’acqua 2000/60/CE, con il rischio di inquinare la falda acquifera sottostante.
A Potenza la stazione prevista dal progetto è ubicata nei pressi di abitazioni residenziali dove insiste già un’altra stazione Terna ed una ragnatela di elettrodotti pericolosi per la salute umana. L’onorevole Pedicini denunciava la sola Valutazione d’impatto ambientale senza la prevista Valutazione strategica ambientale (Vas) di cui alla direttiva 2014/52/UE.
Secondo la Commissione «di norma il diritto dell’Unione richiede una valutazione ambientale strategica (VAS) unicamente per i piani e i programmi mentre per i progetti individuali prevede l’obbligo di procedere a una valutazione dell’impatto ambientale (VIA). In particolare, la procedura VAS dovrebbe essere effettuata per i piani e i programmi elaborati per i settori agricolo, forestale, della pesca, energetico, industriale, dei trasporti, della gestione dei rifiuti e delle acque, delle telecomunicazioni, turistico, della pianificazione territoriale o della destinazione dei suoli, e che definiscono il quadro di riferimento per l’autorizzazione dei progetti elencati nella direttiva VIA o per i quali si ritiene necessaria una valutazione ai sensi alla direttiva Habitat […]» Concludendo che «la Commissione non dispone di elementi per ritenere che il presente progetto sia soggetto ad altre disposizioni dell’UE, come quelle incluse nella direttiva quadro sulle acque.»

LA DECISIONE SULLA “TRASVERSALE LUCANA” PASSA DI COMPETENZA AL MINISTERO DELL’AMBIENTE
Con DGR n.224 del 18 marzo 2018, la giunta regionale di Basilicata prorogava il termine di validità del giudizio favorevole di compatibilità ambientale rilasciato con la DGR n.279/2013 fino all’11 marzo 2019, nonostante nel frattempo fosse intervenuto il decreto legislativo n.104 del 2017, pubblicato ad agosto in Gazzetta Ufficiale, con le competenze in materia di Via di cui al decreto legislativo n.152/2006 attribuite al ministero dell’Ambiente.
La Regione Basilicata, con recente deliberazione n.133 del 14 febbraio 2019 ha “archiviato” il procedimento sulla “Trasversale Lucana” per intervenuta incompetenza regionale, trasferendo le procedure Via al ministero dell’Ambiente.

LE OPPOSIZIONI DEI COMUNI LUCANI
Il progetto “Trasversale Lucana” e i nuovi progetti eolici vedono oggi opporsi i Comuni lucani, preoccupati di veder stravolti i propri territori. In particolare la “Trasversale Lucana” è contestata dai cittadini di Avigliano e quelli di Oppido Lucano, proprio a causa degli impatti che prevedono la costruzione di 4 stazioni elettriche e decine di chilometri di nuovi elettrodotti da 150 Kv in luoghi vulnerabili dal punto di vista ambientale, idrogeologico con la presenza di abitazioni ed aree a vocazione agricola e turistica. Mentre a Muro Lucano, Acerenza e Pignola le Amministrazioni dicono no ai nuovi progetti eolici, impattanti sul paesaggio e sui progetti di sviluppo turistico ed agricolo delle aree.

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