© Pellegrino Tarantino
Nella valle del Sabato, Pellegrino Tarantino

Viaggio tra stabilimenti industriali, rifiuti stoccati ed abbandonati, emissioni e acque contaminate.

Come raccontato nell’inchiesta Il girone dei veleni, “la valle del Sabato è un cumulo di criticità ambientali. Un guazzabuglio intricato di vertenze che si innestano e si sovrappongono tra loro. È sede dell’ex Isochimica spa, la celebre fabbrica dei veleni in cui gli operai scoibentavano a mani nude, e senza alcuna protezione, le carrozze ferroviarie di amianto, provenienti dalle o cine delle Ferrovie dello Stato. È luogo di numerosi stabilimenti industriali che sversano impuniti nelle acque del fiume Sabato. È l’area in cui le indagini avviate dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Campania (Arpac) hanno già mostrato valori di manganese e tetraclorometano nelle acque sotterranee esterne allo Stir, che superano le Csr. È il territorio al quale l’emergenza rifiuti ha regalato uno stabilimento di tritovagliatura nuovo di zecca, 28 mila ecoballe stoccate in via “temporanea” e, oggi, l’ampliamento dello Stir.
È un Sud che non vorremmo raccontare ma che torna, vivido e sempre più reale. È il Sud del gioco a ribasso, quello che subisce le scelte e non vi partecipa. Quello per cui tutto fa brodo, tutto è progresso. In cui troppo spesso i sindaci vagano incerti come ombre dei propri mandati, in attesa del santo protettore di turno o della manna dal cielo.
Nella valle del Sabato non è arrivato né l’uno, né l’altro. Il concetto di area vasta è pura fantascienza. Di vasto qui c’è solo il senso dell’abbandono. Che ti resta attaccato addosso assieme all’olezzo silenzioso del fiume, con le sue venature di putrido e stantìo. Miasmi così, si lasciano ricordare a lungo.”

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