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Welcome Taranto. Contro ogni razzismo

in Terre di migranti di

Venerdì 31 agosto, Via Di Palma e Via D’Aquino, fino a Piazza Garibaldi – centro politico e culturale di Taranto, nonché luogo epico in cui ogni grande battaglia tarantina si è espressa, accentrando quanto di periferico c’è nelle grandi rivendicazioni della città – hanno ospitato un grande corteo sui temi caldi dell’immigrazione e dell’accoglienza.

Una manifestazione, quella organizzata dalla Rete antirazzista e antifascista Taranto, sobria, pacata, pregna di contegnosa riflessione, finalmente capace, per contrasto, di ridestare un’opinione pubblica troppo intensamente incitata all’odio, e in parte silente, abbandonata al suo quotidiano, incapace di comprendere appieno l’immenso dramma umano che le politiche del governo e delle emergenti forze politiche europee, lasciano patire a moltitudini di esseri umani. Come se la sensibilità della propria pelle non fosse in grado di percepire l’orrida tragedia cui il Mediterraneo si presta, tremendo teatro, e i governi nazionali promuovono, megafono dell’egoismo, braccio armato dell’odio.
Per i lettori politici delle manifestazioni di piazza, di quegli spazi pubblici che con così tanta fatica ormai si cercano di affollare, riempire, nella speranza che la coralità del tumulto faccia sorgere e spinga ideali di nuova e viva forza, sarà interessante e intellettualmente stimolante riflettere sulla presenza, nello stesso luogo e in corteo comune, delle sigle sindacali e politiche più disparate, da anni divise, delle forze attiviste in campo ambientale e sociale, riunite da un tema sul quale finalmente, chiunque si dica di sinistra, non può astenersi.
In tale clima non possono mancare le discussioni, le divergenze, anche nette, ma non può nemmeno rinunciarsi ad una voce comune.
Pesa, grave, l’assenza del Movimento 5 Stelle. Sarà per un senso di lealtà verso il governo e l’alleato; sarà forse il lento declino della sua frangia movimentista a favore della sua componente istituzionale, scoglio inevitabile di chi opera nella contingenza delle opportunità politiche, lasciando il timone a chi sa muoversi tra i flutti senza dominarli, piuttosto che a chi tiene ritta la barra tra i marosi.
Ma ciò che più di ogni altra cosa ha valore è quella voce, all’apice della scena, condivisa non da uomini politici in cerca di una visibilità dall’immagine sempre più sbiadita, ma dai rappresentanti delle associazioni direttamente e attivamente operanti e soprattutto dai veri protagonisti: i veri volti di chi ha patito sulla propria pelle, e ha impresse sulle mute espressioni del volto le difficoltà e le sofferenze di cui sempre troppo poco si parla. E c’è nei loro argomenti non la sola voglia di riscatto, la speranza di nuove e migliori opportunità, ma anche e soprattutto la ragionevole e immediata pragmatica dell’agire concreto. Il tentativo dannatamente logico di trovare soluzione ai quei tanti piccoli e grandi problemi che chi vive l’esperienza della migrazione deve, impreparato, incontrare e sostenere. Contrattempi al confronto della drammatica epopea del viaggio, la vita appesa ad un filo sottilissimo, ma che pure aggiungono difficoltà ai drammi.
La mano tesa della solidarietà, ai livelli più vicini, prossimi, immediati. Senza grandi opere, edifici politici su cui meditare megalomani soluzioni ai grandi problemi, oppressi
dall’inconsistente senso di impotenza, ma la consapevolezza che il primo e più breve passo può dettare il ritmo del cammino più lungo, meta della lungimiranza più spinta.
Ovviamente la fantasia più prolifica può lanciarsi, ispirata da questi piccoli grandi gesti, verso la speranza che un futuro solidale sia possibile, che esistano buoni sentimenti, diffusi ancora nell’abbaglio accecante della propaganda dell’odio. Ma solo la consapevolezza che occorre lottare perché ciò sia possibile: con la forza della ragione, della narrazione, della testimonianza, dell’opera concreta, dell’attivismo militante, solo questo può renderci insieme durevolmente partecipi di questo progetto che, concepito nell’ambito della campagna Welcome Taranto, cerca di incarnare.

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