Nadia Kibout

Attrice, autrice e regista. È membro di “Bianco, Nero e a colori” – un movimento creato col supporto del presidente della Roma Lazio Film Commission Luciano Sovena, di Simona Banchi dell’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini e di Laura Delli Colli, presidente della Fondazione Cinema per Roma – per la creazione di un cinema diverso. Nel suo ultimo cortometraggio dal titolo “Le ali velate” racconta l’universo femminile attraverso l’incontro di due donne diverse per origini e cultura.

What women want: la dura battaglia delle “donne di confine”

Da cineasta cerco di esplorare l’identità femminile nella società attraverso il bagaglio che si porta dietro una donna migrante, una donna straniera, una donna di origine diversa da quella italiana. La donna di seconda generazione, come me. Un tema che oggi, in Italia, è ancora un tabù. E il risultato è sotto gli occhi di tutti: lo straniero, il migrante, il diverso si sentono respinti da questo Paese. Tanto nel mondo dello spettacolo, quanto nella società civile. Perché ancora non viene riconosciuto loro il diritto di essere, semplicemente, portatori di un’identità altra. I tempi in cui il dialogo era l’elemento…

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